BuzziLab, Biffoni: “L’esposto non salverà il centro di ricerca. Di 500 persone nessuno si è mai fatto avanti per una soluzione concreta”

“Fino ad oggi sono stato in silenzio perché ritengo prioritario salvare il BuzziLab, ma di fronte all’evidenziarsi del solito difetto di alcuni, quello di fare discorsi anziché fatti, mi vedo costretto a puntualizzare determinate questioni. E’ un bene che tanti siano pronti a firmare un esposto, ma mi domando dove erano tutte queste persone lo scorso settembre quando si dovevano mettere sul tavolo proposte e soluzioni. A incontrare il preside all’indomani della chiusura, la mattina del 9 settembre, ci eravamo io e Andrea Cavicchi. Non ricordo nessun altro. E pochi giorni dopo io personalmente ho trascinato tutte le istituzioni coinvolte, comprese le associazioni di categoria, da un notaio a Firenze per trovare una soluzione, andando ben oltre le mie competenze. Da lì in poi però da chi poteva potuto agire sono arrivati molti discorsi e ben pochi fatti. E oggi si firma un esposto che forse darà soddisfazione a qualcuno ma non ci restituirà mai un laboratorio che era, e potrebbe ancora tornare ad essere, eccellenza del distretto”. Non fa giri di parole il sindaco Matteo Biffoni sull’esposto che 500 tra imprenditori, politici e rappresentanti istituzionali hanno firmato contro la decisione del dirigente scolastico del Buzzi di chiudere il laboratorio BuzziLab.

“Possono anche andare bene questo tipo di iniziative, ma tirarmi in mezzo alla discussione in questo modo è fuori luogo. Quando io, da sindaco – che ricordo non ha competenza alcuna sul BuzziLab – mi sono mosso subito per cercare una soluzione, convocando al tavolo tutti i soggetti interessati, intorno a me non ho trovato quasi nessuno. Eppure lavorando tutti insieme abbiamo trovato risposte concrete ad altre situazioni delicate, come per lo smaltimento degli scarti tessili. Insieme con l’onorevole Antonello Giacomelli abbiamo preso contatti con il ministero dell’Istruzione per trovare una via d’uscita a una situazione estremamente complessa, mentre il resto della politica che oggi firma esposti non mi pare che abbia fatto altrettanto”. Biffoni risponde anche all’ex sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini: “Dieci anni da sindaco e ancora non ha imparato quali sono le competenze di chi amministra una città? E’ trovare soluzioni, non lanciare appelli a casaccio. Voglio bene a Mauro, ma anche lui quando era il momento di trovare soluzioni per il BuzziLab ha fatto l’analisi, ma non ha dato una risposta; così riesce a tutti”.

Biffoni guarda avanti: “La situazione del BuzziLab è estremamente complessa e se si vuole trovare una soluzione, per quanto sarà possibile, è bene prendere in considerazione tutte le vicende che hanno portato fin qui e non solo una parte, per quanto l’improvvida chiusura del BuzziLab senza alcun preavviso sia stata una scelta scellerata e irrispettosa verso tutta la comunità pratese, non solo verso le istituzioni”, sottolinea il sindaco.

Sulla firma dell’esposto da parte dell’Amministrazione comunale Biffoni è chiaro: “Ribadisco che il sindaco non firma esposti, se non ha direttamente elementi concreti che facciano pensare ad un reato, nel qual caso sarei il primo a muovermi. Chi vuole firmare lo fa a titolo personale e ribadisco che ha tutto il mio appoggio, purché ci sia la consapevolezza che l’esposto non è una soluzione per salvare il laboratorio, anche perché sul BuzziLab ci sono già fascicoli aperti da mesi, la Procura di Prato non aspetta i tempi evidentemente lunghi di certe iniziative”.

“Dalla mia comunità mi sarei aspettato iniziative ben più concrete per salvare in tempi brevi un laboratorio importante come il BuzziLab, per il quale mi sono sempre sentito in dovere di impegnarmi pur non avendone competenza amministrativa. Resto ancora convinto che si debba e possa lavorare per salvare il salvabile del BuzziLab. Io ostinatamente continuo a operare in questa direzione. Certo ci interessa accertare tutte le responsabilità, ma ancora oggi è prioritario trovare uno sbocco per il BuzziLab. La mia porta resta spalancata per chiunque voglia collaborare. Lo dico con dispiacere: la firma dell’esposto assomiglia più a un’orazione funebre che a una proposta di rinascita”.

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