Coronavirus, Biffoni: “A Prato non si registrano casi, nessun provvedimento previsto”

Il sindaco di Prato e presidente Anci Toscana Matteo Biffoni questo pomeriggio ha partecipato all’incontro tra i sindaci toscani e la task-force regionale su Covid-19. La Regione ha comunicato che i due casi di Covid-19 di Pescia e Firenze sono in attesa di conferma da parte dell’Istituto superiore di sanità. Al momento non si registrano casi a Prato e non sono previsti provvedimenti, nè a Prato né nel resto della Toscana. “Noi sindaci abbiamo bisogno di uniformità, di punti di riferimento per la gestione di questa emergenza. Per prendere iniziative comuni e condivise è necessario un quadro preciso di regole e indicazioni. Vogliamo tutelare i cittadini e la loro salute, e vogliamo evitare allarmismi ingiustificati e dannosi per tutti” – ha ribadito Biffon – “Deve esserci un lavoro uniforme coordinato dal Ministero e dalle autorità sanitarie, nessuno può prendere provvedimenti senza coordinamento altrimenti generiamo confusione e non siamo efficaci”.

La Regione ribadisce che:

– Solo chi rientra in Toscana da una delle aree di contagio (Cina, Veneto e Lombardia), oppure è stato a stretto contatto con qualcuno proveniente da queste aree e presenta sintomi di una malattia acuta alle vie respiratorie deve contattare i tre numeri messi a disposizione dalle Aziende sanitarie.

– Chi presenta sintomi generici o non ha avuto rapporti con le aree di contagio deve anzitutto rivolgersi al proprio medico curante o al pediatra. Medici di base e pediatri devono necessariamente essere raggiungibili al telefono tra le ore 8 e le 20, 7 giorni su 7, in modo da fornire una consulenza personalizzata. La reperibilità in questa fascia oraria è obbligatoria in base ad un’ordinanza del presidente della Regione e in caso di violazioni verificate scatteranno provvedimenti disciplinari e la revoca della convenzione con la Regione Toscana.

– Non saranno fatti tamponi a tappeto, né a tutte le persone in isolamento controllato. I tamponi verranno fatti solo a chi presenta sintomi sospetti ed ha avuto contatti con le aree di contagio.

– E’ obbligatorio per chi proviene dalle zone rosse di Cina, Lombardia o Veneto manifestarsi, chi non lo fa commette una violazione penale, così come chi esce dalle zone di focolaio.

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