Coronavirus, il console della Repubblica popolare cinese rassicura: “Nelle comunità di Firenze e Prato non c’è allarmismo”

Per il Coronavirus “raccomando sempre di svolgere misure di profilassi che però devono essere volontarie, non ci devono essere obblighi, e devono essere svolte in conformità con la legge italiana. Le associazioni cinesi consigliano di rispettare un periodo di auto quarantena di 14 giorni per chi torna dalla Cina ma questa come altre iniziative è appunto una misura volontaria. Se appaiono sintomi chiunque deve chiamare subito il 118”. A parlare è Wang Wengang, console della Repubblica popolare cinese a Firenze a cui fa riferimento anche l’assai numerosa comunità orientale di Prato.

Secondo il console, tra i suoi connazionali, sia a Firenze che a Prato “non c’è allarmismo: la comunità ha fiducia nella capacità della Cina di sconfiggere il virus” e nel “sistema sanitario italiano”. Certo, aggiunge, “i cinesi sono preoccupati per il rientro di molti connazionali dalla Cina in questi giorni”, dopo il Capodanno cinese: “Questo è comprensibile ma dico loro”, in generale, che “individuando i casi e isolandoli il prima possibile, insieme ai dipartimenti di prevenzione della sanità italiana, si può sconfiggere il Coronavirus”. Il console non fornisce comunque un numero preciso di quanti siano i connazionali rientrati in questi giorni in Italia: sono “dati difficili da ottenere e non sarebbero scientifici, per questo si presterebbero a essere fraintesi”.

Quanto al blocco dei voli tra Italia e Cina il console auspica che la “questione si risolva il prima possibile. Anche il direttore generale dell’Oms è contrario a misure che limitano i viaggi o i commerci tra la Cina e il resto del mondo”. A livello economico si dice convinto che “le ripercussioni siano soltanto temporanee: passato questo momento gli affari torneranno a crescere come prima”.

Riguardo ai casi di discriminazione verso i cinesi Wang Wengang spiega che in Italia “sono emersi dei casi ma si è trattato solo di pochi episodi, non è un fenomeno universale. In Italia e in Toscana c’è molta solidarietà” per questo ha apprezzato “la visita di Mattarella alla scuola”. Anche quando “ho incontrato il prefetto di Firenze Laura Lega – conclude – mi ha abbracciato. Anche il sindaco di Firenze ha proposto l’abbraccio ai cinesi in segno di solidarietà”.

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