Coronavirus, il direttore scientifico dello Spallanzani elogia il sistema di autoisolamento della comunità cinese a Prato

“Come ha detto in questi giorni anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, la grande partecipazione della comunità cinese in tutta Italia e’ stata esemplare. A Prato c’e’ una percentuale di cinesi assolutamente superiore, probabilmente c’e’ lo stesso numero di cinesi di Roma e Milano, ma concentrati in un’area limitata. Ma il meccanismo di isolamento e di autoisolamento e controllo domiciliare ha funzionato perfettamente“. Il direttore scientifico dell’Istituto per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, elogia il sistema di quarantena volontaria attiva messo in atto a Prato. Lo ha fatto nel corso di una conferenza stampa sul Coronavirus che si è tenuta oggi a Roma, nella sede della stampa estera. “Prato già in precedenza, per altri casi di malattie tra i cinesi aveva applicato questo protocollo, che ha funzionato. Ciò significa che il distanziamento sociale in questi casi funziona: nessun cinese di Prato per ora e’ risultato positivo al Coronavirus, tra i pochissimi che hanno avuto sintomi respiratori” ha aggiunto Ippolito.

“Stiamo ottenendo grandi risultati sul terreno più difficile e questo grazie all’efficace azione del nostro sistema di prevenzione e anche alla fondamentale collaborazione della comunità cinese, che significativamente oggi è stata sottolineata dal dottor Giuseppe Ippolito”. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, commenta così le dichiarazioni del direttore scientifico dello Spallanzani di Roma, che ha elogiato il meccanismo di autoisolamento che la comunità cinese ha messo in atto in tutto il paese e che in Toscana ha consentito di monitorare 1500 persone sopratutto grazie al protocollo di sorveglianza attiva applicato dalla Asl Toscana centro. “Sono molto soddisfatto dei risultati finora ottenuti – prosegue Rossi – e voglio ringraziare uno ad uno tutti gli operatori della sanità toscana, che ogni giorno sono al lavoro con il massimo dell’impegno: è grazie a loro che stiamo affrontando questa battaglia e sono convinto che la vinceremo”.

Il direttore scientifico dello Spallanzani ha reso noto, inoltre, che “in Italia si sta lavorando affinché vengano comunicati solo i casi di nuovo Coronavirus clinicamente rilevanti, ovvero i casi clinici di pazienti in rianimazione o morti, come avviene negli altri Paesi del mondo. I positivi ai tamponi fatti per qualsiasi altro motivo andranno in una lista separata estremamente importante – ha aggiunto – per la definizione della situazione epidemiologica”.
Ippolito ha poi ricordato che “prima che si possa arrivare alla disponibilità di un vaccino contro il nuovo Coronavirus su larga scala saranno necessari molti mesi, forse più di un anno, ma lo sviluppo di piattaforme vaccinali rappresenta però il miglior sistema di preparazione di un paese: l’Istituto Spallanzani è inserito in un programma per lo sviluppo di un vaccino e in questi giorni stiamo valutando la possibilità di una nuova piattaforma vaccinale. L’Organizzazione mondiale della sanità – ha detto ancora Ippolito – ha pubblicato una lista di potenziali vaccini; quindi, stiamo lavorando su quella lista per lo sviluppo di un vaccino insieme ad altri partners internazionali”.

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