Coronavirus, sono 230 gli studenti tornati dalla Cina che hanno scelto l’isolamento volontario VIDEO

Sono 230 i bambini e ragazzi ritornati dalla Cina nei giorni scorsi che non sono rientrati a scuola e hanno scelto di restare a casa in isolamento volontario, per due settimane, ovvero il tempo di incubazione del coronavirus, sotto il monitoraggio della Asl Toscana Centro. Lo ha comunicato il direttore del dipartimento di prevenzione della Asl Toscana Centro Renzo Berti, ospite della puntata di Intorno alle Nove, dedicata al coronavirus, che sarà trasmessa questa sera alle 21, dopo il telegiornale.
Berti ha spiegato quali sono le precauzioni adottate dall’unità di crisi della Asl, fra cui appunto c’è il monitoraggio delle persone rientrate dalle aree a rischio dove è scoppiata l’epidemia coronavirus. Il monitoraggio avviene tramite telefonate quotidiane, grazie anche all’aiuto di mediatori culturali, finalizzate ad accertare la comparsa di sintomi riconducibili al coronavirus (febbre, tosse, mal di gola e difficoltà respiratorie). Laddove venissero rilevati questi sintomi, la Asl procederà all’immediata attivazione dei percorsi sanitari già programmati per l’assistenza terapeutica e le verifiche diagnostiche.
Nel territorio della Asl Toscana Centro ad oggi sono 304 i bambini e gli studenti residenti che hanno scelto di restare a casa in isolamento volontario.
Nello specifico: 64 bambini nell’area fiorentina, 230 nell’area pratese, 2 nell’area pistoiese, 8 nell’area empolese. I numeri sono stati segnalati dalle direzioni scolastiche al Dipartimento di Prevenzione, come previsto dalla circolare ministeriale e dalla conseguente nota regionale diffuse nei giorni scorsi. La misura preventiva è destinata ai bambini che frequentano i servizi educativi dell’infanzia e studenti fino alla scuola secondaria di secondo grado e di ogni nazionalità.
La Asl sta pensando di istituire un ambulatorio dedicato alle visite delle persone di ritorno dalle aree a rischio e che manifestino sintomi sospetti. Un modo per evitare che queste persone si rechino al pronto soccorso, come hanno fatto i genitori di una bambina tornata da 9 giorni da Wuhan, la quale per fortuna è poi risultata negativa al test del coronavirus. La raccomandazione, per casi come questi, è di chiamare il 118, in modo che gli operatori sanitari possano trattare i pazienti usando tutte le precauzioni necessarie.

Nel video, un estratto della puntata di Intorno alle Nove, che andrà in onda stasera alle 21.

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