Il Tar dà ragione al Si Cobas: illegittimi i fogli di via del Questore contro i sindacalisti

sx caudiero-toscano

Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso di Luca Toscano e Sarah Caudiero e ha annullato i fogli di via da Prato firmati lo scorso maggio dal questore Alessio Cesareo, che aveva obbligato i due sindacalisti del Si Cobas a comunicare anticipatamente orari e motivazioni della loro presenza in città. Il provvedimento preventivo, su cui si erano già espressi Tar e Consiglio di Stato accogliendo la sospensiva, era stato motivato dalla Questura con la presunta pericolosità sociale di Toscano e Caudiero, a cui la Digos negli scorsi mesi ha contestato, in occasione di scioperi e altre iniziative sindacali, alcuni episodi di violenza privata e violazione dell’obbligo di comunicare preventivamente all’autorità riunioni in luogo pubblico. Queste contestazioni (in parte semplici reati contravvenzionali) sono ancora oggetto di accertamento giudiziario in sede penale e non sono sfociate in rinvii a giudizio – come hanno sottolineato i giudici amministrativi.

“I ricorrenti – è scritto nella sentenza – non sembrano presentare la pericolosità criminale di chi è dedito ad attività delinquenziali, essendo invece dediti allo svolgimento di attività sindacale rispetto alla quale eventuali attività asseritamente costituenti reato svolgono funzione servente”. I giudici, in un excursus, sottolineano inoltre che il picchettaggio dell’azienda, in occasione di scioperi – con metodi tesi a rafforzare la partecipazione e anche il tentativo di convincere i fornitori dell’azienda a solidarizzare con i manifestanti e a non far uscire gli addetti al trasporto delle merci – costituisce comportamento legittimo “a condizione che non siano violate posizioni soggettive, almeno paritarie, con l’interesse collettivo dei lavoratori, e in particolare, che non sia impedito ai lavoratori non aderenti alla manifestazione di protesta di svolgere la propria attività lavorativa”.
I giudici hanno dunque accolto il ricorso di Toscano e Caudiero, assistiti dall’avvocato Letizia Bertolucci, che avevano ravvisato nel provvedimento della Questura violazioni di legge, eccesso di potere e compressione dei diritti dell’attività sindacale. La Questura è stata condannata a pagare 3.000 euro di spese legali.

“Con questa sentenza anche il Tar ha riconosciuto che non è possibile usare questi mezzi per intralciare l’attività sindacale – afferma Sarah Caudiero -. Purtroppo in questi mesi abbiamo subito diversi tentativi di criminalizzazione. È stato attaccato il diritto di sciopero, costituzionalmente garantito, con multe fino a 4.000 euro contestate ai lavoratori per presunti blocchi stradali, per cui aspettiamo la decisioni del prefetto. E da ultimo anche il sindaco Biffoni ha usato parole gravi, associando senza alcun fondamento al Si Cobas l’uomo che sabato scorso è entrato nel consiglio comunale avendo con sé una pistola. Quella persona non era in nessun modo da noi conosciuta. Peraltro il Comune non ha fatto sapere che si trattava di un vigilantes, il quale si è dimenticato di lasciare a casa l’arma che ha in dotazione per motivi di lavoro. Abbiamo dato mandato ai nostri legali di tutelare l’immagine del Si Cobas che è stata infangata senza motivo”.

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