Ingiusta detenzione e danno d’immagine: indennizzo per l’ispettrice Asl che fu arrestata per concussione

La Corte di Appello di Firenze ha riconosciuto un indennizzo a Tatiana Tarantino, l’ispettrice della Asl che nel marzo 2016 fu arrestata con l’accusa di aver ricevuto del denaro da un imprenditore cinese, per “ammorbidire” un controllo. La donna fu indagata per concussione assieme ad un collega, ma se quest’ultimo, a cui venivano contestati più episodi, ha poi patteggiato ed è stato condannato a risarcire la Asl per danno di immagine, Tatiana Tarantino collaborò fin da subito alle indagini e dimostrò la sua completa estraneità alle accuse.
Fu la stessa Procura a chiedere l’archiviazione nei suoi confronti, ma nel frattempo Tarantino aveva scontato nove giorni di arresti domiciliari, il suo nome era emerso alle cronache, e per alcuni mesi, fino al definitivo proscioglimento, subì la sospensione dal posto di lavoro, per poi essere reintegrata. Per questi motivi, la Corte di Appello, accogliendo le richieste dell’avvocato difensore Davide Pucci, le ha riconosciuto oggi l’ingiusta detenzione e il danno d’immagine patito, condannando il Ministero delle Finanze a versare una somma di alcune migliaia di euro in suo favore.

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