“Io non sono un virus”: la video-performance contro le discriminazioni legate al coronavirus FOTO e VIDEO

Evitare che l’apprensione crescente per il coronavirus diventi sinofobia e discriminazione nei confronti dei cittadini cinesi. È l’obiettivo comune di diverse iniziative nate in città.  #viralicontroilvirus è la campagna lanciata dagli studenti del Dagomari, nell’ambito del progetto “Quest for Feilong”, cortometraggio fantasy che parla d’integrazione.
L’invito dei ragazzi è a postare su Instagram una foto contrassegnata dall’hashtag #viralicontroilvirus che mostri un abbraccio, un selfie, un’immagine capace di stemperare la tensione e allontanare lo spauracchio della diffidenza nei confronti dei cittadini cinesi.

Simile l’intento della performance organizzata da  Massimiliano Martigli Jiang e Francesco Xia dell’Unione italiana giovani cinesi. I rappresentanti dell’associazione si sono recati in centro a Firenze, dove alcuni giorni prima una coppia di turisti orientali era stata insultata gratuitamente per strada da uno sconosciuto, in una scena ripresa col cellulare e poi diffusa sui social. A quel video, i giovani italo-cinesi hanno risposto con un altro filmato (vedi sotto), realizzato dalla videomaker pratese Irene Saccenti, che con l’aiuto di Silvia Mignanti ha documentato la performance.
Il protagonista, Massimiliano, si è fermato in alcuni punti del centro e si è bendato con sciarpa e mascherina, rimanendo ad aspettare la reazione dei passanti. Accanto a lui, il cartellone con gli slogan dell’iniziativa: “Io non sono un virus. Sono un essere umano. Liberami dal pregiudizio”. Frasi scritte in lingua italiana, inglese e cinese per suggerire di allontanare il coronavirus e non le persone. Diversi passanti hanno colto il messaggio e si sono avvicinati per togliere la sciarpa e la mascherina dal volto del performer, “liberandolo” dallo stigma e dal pregiudizio.

Altra iniziativa per solidarizzare con il popolo cinese è organizzata dalle sardine pratesi, che a San Valentino, nel giorno della celebrazione dell’amore, hanno organizzato al ristorante Ravioli Liu una cena simbolica.
“Siamo solidali con la comunità cinese italiana che vive un periodo infelice della propria storia dovendo fare i conti non solo con gli effetti del Coronavirus – scrivono i promotori dell’iniziativa – ma anche e soprattutto di chi fa di questa tragedia motivo di sciacallaggio pubblico, accusando la Cina ed i suoi cittadini di origine come portatori del virus. Come se un Paese potesse decidere o meno di contrarre la malattia; come se le infezioni avessero un colore e dei confini”.

Nella gallery sotto alcune foto postate su Instagram dagli studenti del Dagomari

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