Coronavirus, primo paziente all’ambulatorio dell’Osmannoro: il test è negativo

Da stamani è in funzione l’ambulatorio Lilla a Osmannoro. Gli assistenti sanitari presenti hanno iniziato la loro attività che ha permesso di valutare un primo caso. Si tratta di un giovane rientrato dalla Cina da meno di quattordici giorni in presenza di una prima sintomatologia (tosse, febbre, mal di gola). E’ stato prelevato il campione respiratorio ed inviato al laboratorio di microbiologia di Careggi. Nel pomeriggio il test ha dato esito negativo ed è stato prontamente comunicato al diretto interessato.
I cittadini cinesi rientrati in Toscana negli ultimi due mesi sono circa 1300, segnalati all’azienda sanitaria, e sono in isolamento domiciliare volontario ed oggetto di sorveglianza attiva da parte del Dipartimento di Prevenzione.
Gli altri cittadini che si sono recati in Cina per trascorrere le festività del Capodanno sono attualmente bloccati dalle autorità cinesi. Sono 364 i bambini in isolamento domiciliare volontario con le rispettive famiglie. Di queste 120 hanno già superato il periodo di 14 giorni di isolamento previsto dalla circolare ministeriale.
In un rapporto di proficua collaborazione con il Consolato cinese, coloro che rientrano dalla Cina sono invitati ad attuare un isolamento volontario a domicilio di 14 giorni. Sono state già diffuse le informazioni tradotte in lingua cinese relative alle modalità di auto monitoraggio domiciliare delle condizioni di salute.
L’attività dell’ambulatorio Lilla si colloca nel suddetto contesto ed ha come riferimento soltanto i casi di soggetti residenti nei territori dell’Asl Toscana Centro, che rientrati da meno di 14 giorni da un’area a rischio manifestino lievi sintomi, evitando di recarsi impropriamente ai pronto soccorso come è già accaduto in diverse circostanze. Per coloro che dovessero manifestare una sintomatologia più critica l’indicazione è di rivolgersi al 118 per attivare le misure di pronto intervento e conseguente assistenza ospedaliera. Il personale di assistenza sanitario in servizio presso l’ambulatorio si occuperà anche della sorveglianza attiva.
A seguito di ripetute comunicazioni a mezzo stampa e social sulla necessità di “effettuare diffusamente la quarantena di tutti i cittadini in rientro dalla Cina”, è stata fatta formale richiesta al Commissario per la Gestione dell’emergenza Coronavirus, dottor Borrelli, per avere delucidazioni in merito, nella convinzione di aver operato nel pieno rispetto delle indicazioni ministeriali e tenuto conto che tale misura di natura coercitiva non risulta adottata in nessun altro Paese al di fuori della Cina.

2 Commenti

  1. Tutte le persone che rientrano dalla Cina, compresi i 2500 cinesi, devono essere messi obbligatoriamente in quarantena come afferma il Prof. Burioni. Vi è un rischio forte di contagio. Come mai gli italiani rimpatriati dal Governo vengono posti obbligatoriamente in quarantena? La Regione ha la responsabilità di tutelare la salute dei suoi cittadini! Adotti provvedimenti veramente efficaci e non si affidi alla volontarietà delle persone.

  2. Sono pienamente d’accordo con Carlo,
    Cosa significa “isolamento domiciliare volontario”? Vuol dire che nessuno li tiene “D’OCCHIO” quindi potrebbero uscire di casa , nei centri commerciali o quant’ altro tranquillamente….mi dispiace, ma secondo me ci vogliono maggiorni controlli. Qui deve assolutamente intervenire lo STATO.

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