Via Pistoiese “ai tempi del Coronavirus”: tra bandoni abbassati e ristoranti vuoti VIDEO

E’ un Macrolotto Zero quasi spettrale quello che si para davanti allo sguardo di chi è abituato a vedere strade caotiche, tavole calde e negozi sempre aperti, tante persone che camminano per la strada. E’ la Chinatown pratese “ai tempi del Coronavirus”, e la differenza anche solo rispetto a 20 giorni fa è evidente: chi è rientrato dalla Cina (un numero imprecisato, ma il sindaco Biffoni dichiara che incrociando diversi tipi di informazioni, dovrebbero essere “diverse centinaia, circa 400, come ogni anno nel periodo del Capodanno”) si mette in quarantena, e lo fa anche chi non si è mai mosso da Prato, per la paura del contagio da parte dei connazionali tornati in Italia. Un girone di timori che rende le strade vuote. E anche i ristoranti: impensabile, fino a qualche settimana fa, vedere Ravioli Liu vuoto all’ora di pranzo e chi ci lavora è il primo ad ammettere: “Anche noi stiamo solo a casa o dentro il ristorante”. Lavorano solo le agenzie di viaggi, prese d’assalto dai parenti di chi era partito per la Cina per il Capodanno e adesso vorrebbe tornare a casa, ma non riesce a farlo a causa del blocco dei voli.
Purtroppo non mancano nemmeno i racconti dei cittadini cinesi che in questi giorni vengono identificati con la malattia: “I miei bambini vengono chiamati ‘Cinavirus’ a scuola”, ci racconta un concittadino orientale al microfono.

Ecco il nostro viaggio al Macrolotto Zero:

 

 

LS

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