Coronavirus, è già boom di domande per la cassa integrazione: alla Cgil arrivate richieste per 10mila lavoratori

Tra cassa integrazione ordinaria, fondo di integrazione salariale e fondo di solidarietà artigiana, alla Cgil di Prato sono già arrivate richieste da parte di 1.200 aziende per un totale di 10.000 lavoratori. Ma sono numeri relativi all’ultimo conteggio effettuato venerdì e che non tiene conto, quindi, delle ulteriori richieste degli ultimi giorni: “Ce ne arriva una media di un centinaio al giorno, da tutti i settori, anche se la parte del leone la svolgono il tessile e il meccanotessile”, riferisce il segretario generale della Camera del lavoro di Prato Lorenzo Pancini.

Numeri che fanno impressione e che disegnano un quadro a tinte fosche per la nostra economia locale e per il mondo del lavoro, se solo si pensa che precedono l’ultimo DPCM che prevede la chiusura di tutte le attività produttive ritenute non essenziali. Per ora sono richieste di cassa integrazione ordinaria, come detto: per quella in deroga, strumento che sarà utilizzato dalle microimprese con meno di cinque dipendenti, manca ancora la circolare dell’Inps. “Abbiamo due preoccupazioni per il breve tempo – dice Pancini -, la prima è quella relativa al gran numero di ammortizzatori sociali richiesti. L’altra è quella dei tempi con cui saranno erogati questi ammortizzatori sociali. L’Inps sarà sommersa e c’è il rischio che i lavoratori e le lavoratrici rimangano indietro con gli stipendi anche di molti mesi. Se dovessero essere le imprese a ricorrere al pagamento diretto degli stipendi dei dipendenti in cassa integrazione, a quel punto sorgerà un altro problema, quello delle liquidità a disposizione delle imprese”.

E su quest’ultimo problema, quello delle liquidità alle imprese, le preoccupazioni dei sindacati convergono con quelle degli industriali: “Le aziende saranno in crisi di liquidità a causa della mancanza di pagamenti da parte dei clienti – afferma Francesco Marini, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord – e la crisi di liquidità potrebbe investire tutta la filiera, dove ogni anello è saldato all’altro. In più, non possiamo permetterci che gli operai aspettino per un anno lo stipendio, le imprese dovranno anticipare i soldi degli stipendi”.

Numero e modalità di pagamento degli ammortizzatori sociali e liquidità a disposizione delle aziende sono stati proprio i temi posti al centro dell’incontro in videoconferenza tra il sindaco Matteo Biffoni, l’assessore comunale alle Attività produttive Benedetta Squittieri, l’assessore regionale Stefano Ciuoffo e tutte le categorie economiche, svoltosi questa mattina. Tra gli esiti del tavolo, appunto, la disponibilità della regione a mobilitarsi per il sistema del credito e degli aiuti alle imprese.

 

LS

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