Emergenza Coronavirus, genitori e docenti scrivono al sindaco Biffoni: “Bambini confinati in casa. A rischio la salute psicofisica dei più piccoli”

Più attenzione alle esigenze dei bambini, in questa fase di delicata emergenza. Lo chiedono a gran voce alcuni cittadini pratesi – genitori e non – che hanno deciso di scrivere una lettera aperta al sindaco Matteo Biffoni. Al centro del documento, l’esigenza di trovare formule che possano consentire ai piccoli di uscire almeno un’ora al giorno, nel rispetto della legge e sotto la responsabilità dei genitori. A promuovere l’iniziativa sono stati due docenti universitari, a loro volta genitori: Silvia Giagnoni e Luca Bravi. 

“Troppo spesso, in queste settimane, i bambini sono stati dimenticati – spiega Giagnoni, raggiunta al telefono -. I decreti e le varie ordinanze restrittive locali tutelano giustamente la salute pubblica. Ma non possiamo scordarci dei più piccoli e delle loro naturali esigenze. Su questo, si gioca la loro salute psicofisica”. 

All’appello dei due professori hanno già risposto una trentina di persone, padri e madri ma non solo. La richiesta, diretta al primo cittadino, può essere sottoscritta a distanza inviando una mail all’indirizzo dallapartedeibambini2020@gmail.com. “Possono uscire i cani, i nostri amici a 4 zampe , e i loro padroni – ripete Giagnoni -. Possibile che un bimbo non abbia questo diritto e che sia costretto in casa? Chiediamo una formula capace di rispondere all’emergenza ma anche di garantire un po’ di respiro ai nostri figli”. 

Di seguito, la lettera completa. 

 

Caro Signor Sindaco,

Abbiamo aspettato a scriverLe perché capiamo di essere in un momento emergenziale che richiede comportamenti idonei alla situazione. Ciò che stentiamo a capire è l’abbandono a sé stessi da parte della Politica e delle istituzioni di coloro che rappresentano il Futuro di questo Paese.

Un cane, almeno una volta al giorno esce a fare una passeggiatina, così vale per il padrone che lo accompagna. È un suo legittimo diritto, di questi tempi. Ed i figli, che non sono abbastanza grandi per portare fuori neppure il cane? Evidentemente restano a casa, sempre, 24 ore su 24, sette giorni su sette. Fuori, c’è un Nuovo Mondo. Molti di queste bambine e bambini non vogliono più uscire. Hanno paura di essere arrestati o di prendere il virus e di trasmetterlo ai nonni.  Il messaggio, insomma, è passato forte e chiaro. Bene. Ma siamo davvero sicuri che sia un bene?

Secondo l’Unicef, Prato è città amica dei bambini e degli adolescenti. In nome della tutela della salute pubblica però, è stata de facto cancellata la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’articolo 3, per esempio, dice che il diritto del bambino deve essere di “superiore interesse” (“in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità) e l’articolo 6 prevede, tra le altre cose, che gli Stati impegnino “il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini” (corsivo nostro).

Ci sono tante famiglie con figli unici, nuclei familiari che vivono in appartamenti di 30 mq senza balconi, bambini con problemi di disabilità. E poi quelli che comunque vivono il rischio del contagio (e quindi di diventare portatori di contagio) perché i genitori lavorano (ancora) in fabbrica tutto il giorno, o all’ospedale, o al supermercato, e in condizioni troppo spesso non protette, facendo turni massacranti che li rendono più nervosi, incapaci di stare dietro ai figli come vorrebbero o dovrebbero. Già sappiamo come questo #iorestoacasa abbia un risvolto tragico per tante, troppe donne. Esiste anche la violenza nei confronti dei bambini, non ce lo dimentichiamo.

Che fare? La Città di Prato ha attivato un nuovo servizio per la comunicazione delle disposizioni relative al COVID-19 ai cittadini. Ecco, lo stesso servizio potrebbe essere usato per comunicare chi abbia diritto di uscire e quando, cosa possano o non possano fare le bambine ed i bambini, quali siano i loro margini di piccola e ristretta libertà. Ne va anche della loro di salute. Stare all’aria aperta fa bene al sistema immunitario, oltre che al benessere psicofisico. Va mantenuto il distanziamento sociale, certamente, ma non stiamo dicendo di invadere le strade con frotte di bambini, ma di coordinare delle sessioni per brevi uscite anche e soprattutto per loro. Stiamo chiedendo che la parola “infanzia” venga nominata in decreti nazionali come nelle ordinanze comunali. È fondamentale e sarebbe un esercizio utile non scordarsi di loro. Anche perché sono loro che hanno riempito di colore le facciate delle nostre case con i loro arcobaleni. Andrà tutto bene, gli abbiamo fatto scrivere. Ma stiamo chiedendo loro un grande sacrificio. Possiamo correre un piccolissimo rischio, quello che corriamo tutti, andando a fare la spesa, per dire, per assicurare loro un po’ di libertà?

Noi vogliamo che le nostre bambine e i nostri bambini ricordino questo come un periodo in cui si è imparato a volersi più bene, ad essere solidali, anche a distanza, ed è per questo che La invitiamo a trovare soluzioni per loro, per meglio affrontare queste settimane a venire. Perché se Lei dirà ai nostri figli (e ai suoi) che possono uscire, singolarmente, con una persona adulta, nei giorni indicati, per il tempo indicato, che non c’è pericolo a respirare, che devono solo mantenere le distanze, loro capiranno come hanno capito perfettamente #iorestoacasa, e la ringrazieranno.

6 Commenti

  1. non è che state per caso usando i bambini perché sbarellate voi? il bambino si adatta perfettamente alle novità, alle situazioni anche brutte, siamo noi che belli strutturati non sappiamo uscire dalla zona di comfort..pensate che la guerra vada in pausa in Siria o in qualsiasi altro paese sotto la morsa dei bombardamenti? Godetevi i vostri figli, ne usciranno vivi e senza coprifuoco , siamo fortunati!!!

  2. Se a scrivere una simile lettera non sono due genitori che hanno conseguito la licenza elementare con scarso profitto, bensì’ due docenti universitari, si comincia a capire come mai in Italia si va male!

  3. Cara signora Antonietta lei ha figli ? I bambini hanno estremo bisogno di prendere un po’ d’aria e dicstare un po’ all’aperto fosse anche per una breve passeggiata di pochi minuti. I bambini in siria ed in tutti i paesi in guerra nel mondo sono costretti a situazioni peggiori che però non durano da 1 mese bensì in molti casi da decenni io non so quanto lei sia stata sensibile nei confronti delle guerre nel mondo prima di ora ma questa situazione non giustifica affatto un comportamento che qui non sarebbe di alcun pericolo per nessuno. Per ora ancora non cadono bombe dai cieli e non ci sono campi minati. Credo sarebbe opportuno attenersi alle situazioni reali prese ti nella nostra realtà senza dover scomodare situazioni che purtroppo come gia detto si protraggono da anni nell’indifferenza più assoluta. O forse lei adesso è improvvisamente diventata sensibile alle guerre nel mondo ?

  4. I bambini hanno bisogno di prendere aria, ma non l’infezione da coronavirus. E senza scomodare la Siria, anche se lei ritiene che una passeggiata non sia un pericolo per nessuno( ma allora quelli che hanno pianificato queste norme cosa sono dei sadici aguzzini e lei un illuminato?)insegnamo ai ragazzi la rinuncia che se anche non sara’ indispensabile per proteggersi dal coronavirus, perlomeno gli fara’ capire che non tutto quello che nella vita si vuole fare, si puo’ fare!

  5. Sono la nonna di due nipoti che in questo momento non si sentono affatto confinati a casa e soprattutto non si stanno annoiando.
    Questo perche’ hanno dei genitori meravigliosi che sanno : fare i compiti, studiare, giocare, cucinare, disegnare e, perche’ no, anche guardare la tv con i propri figli.
    Parlare con loro e insieme passare la giornata nel migliore dei modi.
    Stare in casa non deve essere una sofferenza per nessuno se c’e’ in ballo la salute anche dei vostri figli.
    La tragedia e’ fuori casa dove, forse non ve ne siete accorti, c’e’ tanta sofferenza e tanto impegno da parte di tante persone per aiutare chi soffre.
    Aiutiamo queste persone anche tenendo i nostri figli a casa.
    Intanto fateli correre in casa, in terrazzo o in cortile. Prima passa e prima potranno correre liberamente.
    Comunque genitori avete sbagliato a non insegnare ai vostri figli a “farla” due volte al giorno fuori casa. Ora avreste avuto l’opportunita’ di uscire di casa.

  6. commenti cretini.
    I BAMBINI sono molto più intelligenti di molti di voi e il fatto di adattarsi non significa che essi vivano bene la situaizone.
    Bravissimi Professori, condivido la lettera che copio e faccio mia.
    I miei (nostri) figli non meritano tutto ciò!!!
    Avv. Vito Lovero (di solito non mi firmo con il “titolo”, ma vorrei essere offeso anche io)

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