Il rumore delle fabbriche si spegne lentamente: il distretto chiude per coronavirus VIDEO

Come un battito che lentamente decelera, fino a spengersi. È il rumore di molte fabbriche pratesi in queste ore, le ultime nelle quali è consentito terminare le lavorazioni in corso, spedire qualche ordine residuo, mettere in sicurezza i macchinari, per poi chiudere le aziende, fino a quando non si sa. Un momento difficilissimo per centinaia di imprenditori, piccoli artigiani, e per migliaia di addetti del distretto tessile dove soltanto un’azienda su dieci potrà continuare a lavorare, quelle che rientrano fra le attività ritenute essenziali (fra queste la fabbricazione di tessuti non tessuti impiegati per la produzione di mascherine, la confezione di camici, divise e altri indumenti da lavoro, la fabbricazione di spago, corde, funi e reti e di altri articoli tessili tecnici ed industrali). Per le altre, la quasi totalità, è arrivato il giorno della chiusura disposto dal governo Conte la sera di domenica 22 marzo.

 

Video di Lucrezia Sandri

 

Il video che vedete qui sopra è stato girato stamani alla rifinizione Santo Stefano, dove uno degli ultimi reparti rimasti attivi è quello deputato alla piegatura e spedizione delle pezze. Negli altri è già calato il silenzio, come spiega tristemente, da dietro la mascherina, Pietro Pulidori.

 

 

Foto di Alessandro Fioretti

 

Anche alla Giupel si serra la porta, con la speranza, come dice l’imprenditore Giulin, di riaprire “tra qualche settimana”:

 

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