Medici costretti a lavorare anche se venuti a contatto con pazienti affetti da coronavirus, l’allarme di Sciumbata: “Situazione pericolosa. Servono più tamponi” VIDEO

sciumbata

“I medici che vengono a stretto contatto con soggetti positivi al coronavirus non solo non possono andare in quarantena se non mostrano sintomi respiratori, ma non hanno neppure possibilità di fare il tampone. Credo che questa sia una cosa molto pericolosa: sia per la salute del dottore che per tutti i pazienti che il medico andrà a visitare”. A mostrare tutte le sue preoccupazioni per la gestione dell’emergenza coronavirus e per la tutela della salute dei medici è la vicepresidente dell’ordine, Rosanna Sciumbata che chiede un “cambio di passo” da parte del dipartimento di igiene a Prato nel fare fronte a “una situazione così delicata”. “I tamponi a disposizione sono troppo pochi – spiega – E poi le nostre richieste non vengono tenute in considerazione nel giusto modo. Spesso vediamo pazienti che presentano forme particolari di virus e che meriterebbero di essere sottoposte al tampone. Ma la risposta che ci viene data non è quella che vorremmo”.

Sciumbata solleva poi la questione dei tamponi di controllo (cioè quelli che dovrebbero andare a certificare il superamento della malattia) e delle poche certezze che vengono date alle famiglie in quarantena. “I tamponi di controllo dovrebbero essere effettuati fra i 7 e i 10 giorni dal primo tampone – prosegue il vicepresidente dell’ordine dei medici – Ma queste tempistiche troppo spesso non vengono rispettate. Tutto ciò crea un problema anche per i familiari del malato che ha trascorso la degenza all’interno della propria abitazione. Senza tampone di controllo, infatti, non si capisce quando è ufficiale la guarigione del paziente e i familiari non sanno quando fare terminare la loro quarantena. In tutto questo chi va a fare la spesa? E chi svolge le mansioni necessarie per mandare avanti la famiglia?”.

La vicepresidente dell’ordine si sofferma poi su altri due problemi: i mancati tamponi ai soggetti asintomatici che hanno avuto contatti stretti con i positivi e i criteri di selezione per effettuare i tamponi a chi ha sintomi. “Se in giro ci sono tanti portatori sani del virus – dice Sciumbata – è chiaro che si aumenta il rischio di diffusione. E poi ci sono tempi troppo lunghi per effettuare i tamponi anche su coloro che per sintomi ne hanno diritto. Questo chiaramente è un meccanismo pericoloso”.

Sciumbata infine ringrazia la direzione dell’Asl per le nuove misure che prevedono tamponi per tutti gli operatori della sanità. “Una decisione tardiva – conclude – ma che almeno colma delle grandi lacune del sistema di prevenzione”.

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