Ostensione straordinaria con un suggestivo “colpo di scena”: il vescovo sale sul pulpito e mostra la Sacra Cintola alla piazza vuota VIDEO

Ostensione straordinaria con un suggestivo colpo di scena, quella di stasera: al termine del rosario, il vescovo Giovanni Nerbini è uscito (accompagnato dal sindaco Matteo Biffoni) sul Pulpito di Donatello e ha mostrato la Sacra Cintola di Maria alla piazza. Una piazza però vuota, per le misure restrittive stabilite a livello nazionale, per contrastare l’emergenza Coronavirus. Immagini che certamente resteranno nella storia della città, per l’impatto visivo e simbolico che trasmettono. Il vescovo ha voluto così, seppur a distanza, testimoniare la vicinanza della Madonna a tutti i pratesi, impossibilitati a uscire di casa ma vicini, con fede, a Dio e alla Chiesa. Visibilmente emozionato il primo cittadino.

Un estratto della diretta di Tv Prato.

Moltissime le persone, che anche a distanza, hanno voluto dare un segno tangibile della loro partecipazione, esponendo dalle finestre una candela accesa come “luce di speranza”. La Diocesi ha infatti aderito alla proposta della Chiesa italiana, invitando i pratesi a replicare l’iniziativa sul territorio.

Ricorsi storici. Non è la prima volta che il Sacro Cingolo mariano viene invocato per chiedere protezione in caso di epidemie. Nel 1494, quando proposto della pieve di Santo Stefano (l’attuale Duomo) era Giovanni de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico e futuro Papa, la reliquia venne «mostrata» ai pratesi perché la Terra di Prato era funestata da una grave «pestilenza». La data scelta per l’ostensione straordinaria fu anche in quel caso il 19 marzo, solennità di San Giuseppe, custode della Sacra Famiglia e della Chiesa universale. Da quel marzo di fine Quattrocento si mantenne per circa cinquant’anni l’usanza di venerare la Sacra Cintola per la festa di San Giuseppe.

 

3 Commenti

  1. L’evento di stasera è straordinario e rimarrà impresso nella Storia della Chiesa di Prato perchè per la “Prima Volta” è stata esposta la Sacra Cintola nella ricorrenza di San Giuseppe in quanto Patrono dei Papà e oggi ricordiamo la visita di San Giovanni Paolo II 34 anni fa ovvero nel 1986 accolto dall’allora Primo Vescovo Residenziale di Prato Monsignor Pietro Fiordelli e dall’allora Sindaco della città Alessandro Lucarini nella “Prato che lavorava e produceva”. Come ben sappiamo la Sacra Cintola risale al 1140 quando la Madonna che stava per essere assunta in cielo si levò una delle sue cinture donandola a San Tommaso il discepolo che non vide senza vedere e toccare le piaghe di Cristo Risorto come ci narra l’evangelista Giovanni che dopo aver visto e toccato esclamò a gran voce: “Mio Signore, Mio Dio”. Essa fu trovata l’anno successivo da un mercante pratese di nome Michele mentre si trovava a Gerusalemme che la raccolse e la portò in città e prima che morisse nel 1172 la donò a Uberto il Proposto della Pieve di Santo Stefano svelandogliene l’origine. L’ostensione del Sacro Cintolo avviene cinque volte l’anno: per Natale, Pasqua, la festa del Primo Maggio, per Santa Maria e per la Natività della Beata Vergine Maria ma ci sono alcune eccezioni come hanno fatto i vari Sommi Pontefici in visita alla nostra città oltre a San Giovanni Paolo II e a Papa Francesco il 10 Novembre 2015: Eugenio IV nel 1439, Pio VII nel 1804 e 1815, il Beato Pio IX nel 1857. La stessa cosa fu fatta da Monsignor Fiordelli, Simoni, Agostinelli quando fecero il loro ingresso in città cosa che non fece subito Monsignor Nerbini perchèp arrivo alla Vigilia della festa della Natività di Maria quindi la fece direttamente l’8 Settembre. Stasera è stato trasmesso in diretta la recita del Santo Rosario recitato dal Vescovo e dal Viceparroco della Cattedrale Don Gino Calamai sui Misteri della Luce ovvero quando Gesù inizia a fare la sua vita pubblica dal Battesimo sul fiume Giordano fino all’istituzione dell’Eucaristia all’ultima cena. Successivamente ha mostrato la Sacra Cintola non dalla Loggia del Ghirlandaio presente all’interno del Duomo ma dal Pulpito del Donatello in una piazza vuota ma uniti nella fede e preghiera contro il corona virus e come segno è stato quello di accendere una candela nella propria finestra abitazione visibile a tutti affinchè le tenebre non l’abbiano vinta ma trionfi la luce. A questo evento non poteva mancare il sindaco Matteo Biffoni che si è mostrato commosso davanti a questa funzione religiosa priva dei suoi fedeli a causa di questa pandemia così come il Prefetto della città Rosalba Scialla. Va ricordato che nel 1494 avvenne una cerimonia simile a quella di stasera perchè l’allora Cardinale nonchè Proposto della Pieve di Santo Stefano Giovanni De Medici(futuro Papa Leone X) figlio di Lorenzo il Magnifico mostrò la Sacra Cintola al popolo pratese colpito da una terribile pestilenza scongiurandone l’abbandono definitivo come avvenne in altre epoche che vanno dal 1348 durante l’era della “Peste Nera” o anche detta “Peste Bubbonica” durata fino al 1351, nel 1526 e nel 1631 durante la “Guerra dei Trent’Anni” dove venne fuori la peste polmonare narrata dal Romanzo dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni seppure sia ambientato a Milano ma il periodo che stavamo vivendo era lo stesso. Concludo riportando quel pezzo del brano Vangelo di Matteo tratto dalla Liturgia di Oggi quando l’angelo appare in sogno a Giuseppe dicendoli di non temere di prendere Maria come sua sposa perchè da lei sarebbe nato il Messia salvando l’intera umanità da tutti i suoi peccati e una volta svegliatosi Giuseppe fece quando gli aveva ordinato il Signore. Anche noi lasciamoci guidare da quello che vuole dirci il Signore anche se leggendo il numero dei deceduti a causa di questa malattia viene da scoraggiarci quando è ora che dobbiamo avere fiducia in lui ricordandosi quello che dice San Paolo nella sua Seconda Lettera ai Corinzi: “Quando sono debole è allora che sono forte”. Pazientiamo resistendo davanti a queste tribolazioni che rimarranno un brutto ricordo

  2. ho seguito la cerimonia in diretta ieri sera ,e’stata fortissima l’emozione.
    da pratese sapere l’importanza di questa celebrazione il eventi normali, ancor maggiore in questo momento , toccante sia l’mozione di matteo biffoni che stimo moltissimo che le parole del vescovo .
    un saluto a tutta la mia PRATO

  3. Per me questo posto è anche molto vicino spiritualmente. Durante i miei studi a Roma (2000-2007), ho aiutato nel lavoro pastorale nella cattedrale di Prato. La Cappella della Madonna Saro Cingolo è stata il luogo in cui ho celebrato l’Eucaristia. Nell’ultimo anno della mia permanenza a Prato, l’allora vescovo Prato Gastone Simoni mi chiese di essere testimone, insieme all’allora sindaco di Prato, dell’Ostensione delle reliquie del Sacro Cingolo (Cintura Santa) della Madonna. Prego la Madonna Nera di Częstochowa per Prato, tutti sacerdoti, il vescovo e per tutti i miei amici di Prato. Don Mariusz (Mario) Frukacz/ Polonia, Częstochowa

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