Spesa fuori Comune? Solo se è il luogo più vicino o accessibile

Dilemma spesa per tanti cittadini, soprattutto i residenti nei piccoli comuni, dopo l’ultimo decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha imposto il divieto di spostarsi dal comune in cui ci si trova recependo un’ordinanza congiunta dei ministeri dell’Interno e della Salute. Una misura che, subito, si è scontrata con la conformazione geografica del territorio italiano, costellato di piccoli Comuni e frazioni spesso estesi su territori molto ampi. E la Toscana non fa eccezione tanto che, subito, molti sindaci sono stati subissati dalle domande dei cittadini che, per vicinanza o per la mancanza di supermercati nei loro centri abitati, sono abituati a “sconfinare” nei Comuni limitrofi per fare la spesa.

Proprio il ministero dell’Interno, nella tarda serata di ieri, ha inviato alle prefetture una circolare in cui si chiarisce che si deve fare la spesa nel posto più vicino possibile a casa con l’obiettivo di contenere il più possibile gli spostamenti.

In una lettera inviata dalla prefettura di Firenze ai Comuni della Città Metropolitana, sulla base della circolare ministeriale, si legge che nella casistica degli spostamenti ammessi rientrano quelli “per l’approvvigionamento di generi alimentari nel caso in cui il punto vendita più vicino e/o accessibile alla propria abitazione sia ubicato nel territorio di altro Comune”.

Il problema era già stato segnalato ai rispettivi prefetti da molti sindaci toscani.

Nella provincia di Prato, ieri erano giunte le richieste di chiarimento dei sindaci di Cantagallo, Guglielmo Bongiorno, di Carmignano Edoardo Prestanti e di Poggio a Caiano Francesco Puggelli: tutti e tre avevano segnalato il problema alla Prefettura di Prato: a Cantagallo per l’assenza di supermercati nel territorio comunale e a Carmignano per la presenza di un unico, piccolo, punto vendita. Anche loro, tramite i rispettivi profili Facebook, hanno segnalato ai cittadini il chiarimento.

“Viste le specifiche del Ministero dell’Interno al Dpcm 23/3/20 e la risposta appena giunta dalla Prefettura – ha scritto sulla sua pagina Facebook Edoardo Prestanti – si precisa quanto segue: i carmignanesi per tutti i servizi essenziali ed esigenze di necessità che è impossibile soddisfare nell’ambito del territorio comunale di residenza, potranno recarsi nei comuni limitrofi. Nota bene: in particolare per gli spostamenti destinati all’approvvigionamento di generi alimentari i carmignanesi possono recarsi al punto vendita più vicino o accessibile alla propria abitazione, anche se si trova in un comune limitrofo dandone atto nella nuova autocertificazione”.

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