C’è la svolta: il distretto tessile potrà riaprire da lunedì 27 aprile. Ma solo per attività di manutenzione e conservazione della merce

Tutte le aziende dei distretti tessili della Toscana e in particolare di Prato, in cui si lavorano tessuti di origine animale e vegetale e in cui giacciono scarti di lavorazione che rischiano il deterioramento, possono riprendere l’attività di manutenzione e conservazione. Lo stabilisce un’ordinanza del presidente della Regione Enrico Rossi che, anche sulla base di un parere della Asl, sarà emessa nelle prossime ore e che sarà in vigore da lunedì 27 aprile.

Le aziende tessili quindi possono riaprire da lunedì 27. L’obiettivo è duplice: evitare che i tessuti di origine animale e naturale possano marcire ed evitare che gli scarti di lavorazione possano contaminare i luoghi produttivi. Quest’ordinanza è inoltre conforme all’art. 2 comma 12 del DPCM del 10 aprile 2020 che consente lo svolgimento di attività manutentive e conservative nei siti produttivi fermi.
Le aziende dei distretti tessili che riprenderanno l’attività a questo scopo dovranno farlo secondo le disposizioni dettate dall’Ordinanza numero 38 del 18 aprile 2020, che riguarda le misure di contenimento sulla diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro.

Di fatto il presidente Rossi ha accolto quelle che erano state in mattinata le richieste del sindaco Biffoni che aveva invitato la Regione a dare a Prato la stessa possibilità concessa al distretto conciario (leggi l’articolo), con una pre-apertura propedeutica a farsi trovare pienamente attivi e operativi in vista del 4 maggio. “Un provvedimento necessario e di assoluto buonsenso che la città giustamente ha sollecitato – sottolinea il sindaco -. La manutenzione e conservazione servono a evitare anche la contaminazione dei luoghi produttivi, luoghi che devono essere pronti in vista di una ripartenza dell’intera filiera per la quale aspettiamo, spero in tempi brevi, la data decisa dal Governo. Tutto questo è stato possibile anche grazie al grande lavoro fatto da tutte le parti sociali che hanno siglato proprio ieri un patto condiviso per la cosiddetta Fase 2 e, visto tutto questo, credo ci siano tutti i presupposti perché il Governo consenta a Prato di riaprire presto e in sicurezza, senza mai dimenticare la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori che è e restano il bene primario”.

Una soluzione che ha cominciato a prendere campo ieri nel corso di una riunione fiume alla quale hanno preso parte il sindaco Matteo Biffoni, l’onorevole Antonello Giacomelli e l’assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo. Al vertice di ieri ne ha fatto seguito un altro, questo pomeriggio, al quale si sono aggiunti anche il governatore Rossi (a Prato per i festeggiamenti del 25 aprile) e i vertici di Confindustria. E proprio nel corso dell’incontro si è arrivati alla svolta.

“L’ordinanza è chiara, non è la ripresa della produzione ma una decisione importante, nei termini della normativa, almeno per proteggere il prodotto. Non credo sia utile aggiungere altre parole” commenta l’onorevole Antonello Giacomelli (PD), per il quale “è’ stato importante parlare prima, anche non pubblicamente. Commentare ora può solo complicare” aggiunge il deputato del PD.

“Il primo, piccolo passo è fatto. Con quest’ultima ordinanza regionale si sono gettate le basi concrete per consentire alle aziende del distretto tessile pratese di arrivare ad essere completamente operative già dal 4 maggio – commenta il consigliere regionale del Pd, Nicola Ciolini – Credo che il fatto che questo avvenga in una giornata come quella del 25 aprile, anniversario della liberazione, sia un segnale di buon auspicio anche per quel che riguarda il superamento dell’emergenza causata da questa pandemia. Ieri, appena letta l’ordinanza sulle concerie, abbiamo cercato di capire se fosse stato possibile applicare lo stesso meccanismo e lo stesso modus operandi al nostro territorio. Finalmente dopo una settimana di discussione e di confronti, siamo arrivati, anche se con un certo ritardo, ad un passo avanti concreto. Sarebbe stato sicuramente più utile, lo ribadisco senza polemica, consentire alle aziende una maggior operatività già dal 27 aprile, senza dover aspettare il 4 maggio. Ora però concentriamoci sulle misure di sicurezza e sui protocolli da rispettare in ogni singola attività lavorativa, per evitare un nuovo aumento dei contagi e garantire la salute dei lavoratori e di tutta la collettività”.

«È un primo passo verso la ripresa della produzione che conferma l’impegno e l’attenzione della Regione Toscana verso il nostro distretto». Lo ha detto la consigliera regionale Pd e vicepresidente della commissione consiliare Sviluppo economico Ilaria Bugetti a proposito della riapertura del distretto tessile pratese per le attività di manutenzione e conservazione prevista per questo lunedì, 27 aprile, come stabilisce l’ordinanza che sarà firmata nelle prossime ore dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. «È significativo che la notizia arrivi in questa giornata di festa e di riflessione, che ci ricorda i valori su cui poggia la nostra Costituzione, compreso quello del lavoro – afferma la consigliera –. Sono particolarmente grata al presidente Rossi che ha riconosciuto la centralità del distretto tessile pratese nel contesto del sistema produttivo toscano. Da numerosi giorni eravamo al lavoro affinché anche al tessile fosse riconosciuto lo status di prodotto deperibile a causa delle lavorazioni di fibre animali e vegetali, che tra l’altro producono scarti di lavorazione che rischiano il deterioramento. In modo analogo a quanto fatto in altri distretti produttivi, come quello del cuoio di Santa Croce sull’Arno, anche Prato potrà quindi intanto riaprire le fabbriche in modo conforme a quanto previsto dall’ordinanza regionale e dall’articolo 2 comma 12 del dpcm del 10 aprile, che consente appunto lo svolgimento di attività di manutenzione e di conservazione nei siti produttivi. Un risultato che mi sta particolarmente a cuore, per il quale mi sono battuta lavorandoci in prima persona insieme alle istituzioni, ai sindacati e alle associazioni di categoria. Tutto ciò accade a distanza di pochi giorni dalla firma del protocollo per la sicurezza con le categorie economiche e i sindacati, che coinvolge la Asl e la centrale di committenza Estra per la fornitura dei dispositivi di protezione. Abbiamo quindi le carte in regola per fare le cose in sicurezza».

Il commento di Confindustria Toscana Nord

Un atto certamente rilevante anche se ben lontano da risolvere il problema del protrarsi della chiusura delle imprese tessili: questo è il primo, provvisorio commento di Confindustria Toscana Nord di fronte alla notizia della prossima emanazione di un’ordinanza della Regione Toscana che dovrebbe meglio definire le opportunità di accesso in azienda per attività conservativa e manutentiva sui materiali tessili. Gli industriali ricordano che questa opportunità era già stata introdotta dall’ultimo decreto del governo, che prevedeva la possibilità di accedere nelle aziende con attività sospesa quando ciò si renda necessario per effettuare interventi di manutenzione, vigilanza e sanificazione, oltre che per espletare adempimenti amministrativi ed effettuare spedizioni e ricezioni di prodotti e materiali; il tutto previa segnalazione al prefetto della propria provincia. L’ordinanza, così come preannunciata, chiarisce e perimetra meglio le indicazioni del decreto e dovrebbe far riferimento alla possibilità di effettuare interventi conservativi e manutentivi su materie prime e semilavorati tessili, riconosciuti come soggetti a deterioramento.

“Un atto positivo che ci aiuterà senz’altro, secondo quanto emerso dalle anticipazioni, a prepararci al vero rientro in azienda – commenta il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Francesco Marini, che ha seguito la vicenda assieme al presidente della sezione Sistema moda dell’associazione Andrea Cavicchi -. Un rientro che ancora però non c’è perché solo un provvedimento nazionale può deciderlo. Bene comunque che la Regione Toscana compia questo atto, che la stessa Confindustria Toscana Nord ha richiesto sottolineando appunto la problematica del deterioramento dei materiali. In questa operazione siamo stati sostenuti anche dalle istituzioni pratesi e dal mondo della politica della città, in particolare l’onorevole Antonello GIacomelli, l’assessore regionale Stefano Ciuoffo e il sindaco Matteo Biffoni. Ringraziamo il presidente Rossi che, oltre a caldeggiare la ripresa delle attività industriali, ha dimostrato concreto interesse per il tessile lavorando a un’ordinanza di questo genere, che rappresenta ciò che la Regione può fare nell’ambito delle sue prerogative. Qualcosa potremo intanto fare; ma quello che aspettiamo è la vera ed effettiva riapertura.”

Nel link l’ordinanza della Regione, in cui vengono riportate le misure di prevenzione e sicurezza da adottare nelle fabbriche.

1 Commento

  1. Buongiorno signori.. tutti contenti di questo regalino inutile… Mi domando… Ma avete capito che è una concessione inutile oppure no!!!! Ma sapete che se non ripartono i macchinari produttivi siamo alle solite???mi domando.. Ma sapete come funziona il nostro mestiere???? O meglio… qual’e’ il problema attuale??? Spedire prodotto finito!!!! Quindi far ripartire tutte le lavorazioni necessarie,dalla filatura alla nobilitazione!!!!(tutte lavorazioni in grado di mantenere distanze di sicurezza tra lavoratori ben maggiori di quelle richieste..)Quindi signori permettetemi di dire che quello ottenuto fino ad oggi non serve a niente e a malincuore mi viene da pensare che come al solito nessuno ci rappresenta o chi lo fa purtroppo non conosce cosa rappresenta….

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*