Passeggiate con i bambini, tanto rumore per nulla. La politica litiga ma le restrizioni non cambiano

Dopo una settimana di polemiche, comunicati stampa, richieste di chiarimenti, appelli alla Regione, dirette Facebook e circolari ministeriali, di fatto sulla questione delle passeggiate fra genitori e figli siamo ripartiti dal via. Dopo fiumi di parole e la nota del Viminale che sembrava consentire l’ora d’aria ai bambini, ieri sera è arrivata la doccia gelata data in diretta tv dal premier Conte: “Non abbiamo mai autorizzato le passeggiate: resta tutto come prima” (qui il link per l’articolo completo).
Eppure nel frattempo c’erano politici che esultavano per la battaglia vinta nel nome dei bambini e governatori che gridavano allo scandalo e assicuravano misure più restrittive per evitare che genitori e figli potessero avere la libertà di uscire di casa.
Anche a Prato in tutto questo caos comunicativo non siamo stati da meno. Prima la lettera dei genitori Bravi e Giagnoni (qui l’articolo) preoccupati “per la salute psicofisica dei più piccoli”, poi l’intervento della consigliera regionale Bugetti che invocava uscite di “almeno mezz’ora al giorno” per tutti i bambini (qui l’articolo). E subito dopo la replica piccata del sindaco che ha definito “incommentabili le proposte ricevute”, aggiungendo: “Meglio avere bimbi annoiati che malati” (qui l’articolo completo). Col consigliere regionale Ciolini a dare supporto al sindaco ricordando che “per i ragazzi disabili e autistici sono già consentite le uscite le apposite attestazioni mediche” (leggi l’articolo).
In mezzo alle polemiche restano i genitori spiazzati da tutta questa confusione mediatica che continuano a domandarsi di preciso cosa sia consentito e cosa no. Affidiamoci allora all’ultimo aggiornamento pubblicato dal ministero dell’Interno. “Le regole sugli spostamenti per contenere la diffusione del coronavirus non cambiano – si legge sul sito ufficiale – La circolare del ministero ha specificato che la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione di spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute. In ogni caso tutti gli spostamenti sono soggetti a un divieto generale di assembramento e quindi all’obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza. Le regole e i divieti sugli spostamenti delle persone fisiche, dunque, rimangono le stesse”.

In questo caos interpretativo, comunque, almeno una buona notizia c’è: in Comune non è arrivata alcun segnalazione in questi giorni di assembramenti per colpa di genitori a passeggio…

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