Cocci, Curcio e Stanasel: “Approfittare della crisi del distretto parallelo per rivedere i rapporti con la comunità cinese”

La crisi deve essere l’occasione per rivedere i rapporti con l’imprenditoria orientale.
E’ il pensiero dei tre consiglieri di opposizione Cocci, Stanasel e Curcio, che intervengono sulla questione distretto parallelo.
“Evidentemente anche alcune imprese orientali hanno riaperto i battenti nel Macrolotto. Le riaperture sarebbero un fatto normale e positivo, se non fossero accompagnate dall’ennesimo caso di smaltimento illegale di rifiuti – dichiarano i consiglieri membri della commissione comunale che si occupa dello sviluppo economico.
“Le attività tessili hanno riaperto solo lunedì, ma già nella giornata di mercoledì è stato fermato il primo camioncino carico di scarti tessili da smaltire illecitamente. Anche tramite lo smaltimento dei rifiuti si fa concorrenza sleale, poiché si taglia un costo che invece si abbatte sulle imprese che rispettano le regole. Vogliamo mettere al centro della riflessione politica il rapporto che questa città ha con la comunità economica cinese. La crisi ha indebolito tutto il distretto e il comparto moda – proseguono i consiglieri – Nella negatività della situazione, ci può essere un elemento positivo: i margini per l’esistenza di un distretto impenetrabile, autosufficiente ed autonomo si sono ristretti almeno nel breve periodo, poiché il distretto parallelo è stato indebolito dalla crisi economica cinese e attualmente patisce quella globale. Approfittando di questo momento di fragilità del distretto parallelo, l’economia sana e la politica dovrebbero lavorare per debellare dei fenomeni che hanno caratterizzato negativamente la nostra città: sfruttamento lavorativo, concorrenza sleale, traffico illegale di rifiuti. Si dovrebbero aprire nuove sedi di confronto tra la politica e le rappresentanze della comunità orientale per segnare le tappe di una nuova convivenza e di un nuovo modello di sviluppo. Una di queste sedi dovrebbe essere proprio la commissione sviluppo economico del Comune di Prato”

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