L’Interporto dichiara guerra alle zanzare: al via la disinfestazione biologica delle aree verdi

Una scelta nell’ottica di rispettare e tutelare l’ambiente. Per questo motivo l’Interporto della Toscana Centrale ha deciso di scommettere sulla disinfestazione ecologica per risolvere il problema delle zanzare nelle aree verdi. Da questa settimana è iniziato il piano di interventi che andrà avanti per tutta l’estate e permetterà di disinfestare tutta l’area di Gonfienti utilizzando prodotti di origine naturale, che non hanno impatto inquinante e che non sono dannosi per l’uomo o per gli altri insetti. Una scelta innovativa, già percorsa da qualche Comune in Toscana come quello di Carmignano, Montepulciano e Torrita di Siena, e che è stata affidata a un’azienda del territorio La Saetta.

“Il nuovo consiglio d’amministrazione, come richiesto dal sindaco Biffoni, vuole creare una nuova connessione fra l’Interporto e la città di Prato – spiega il consigliere del Cda, Andrea Dominijanni – Per questo ci teniamo particolarmente che questo servizio sia stato affidato a un’azienda del territorio. Questa, tra l’altro, è solo una delle prime iniziative che vedranno sempre maggiore collaborazione con le ditte pratesi che sono in grado di fornire servizi innovativi e di qualità”.

La disinfestazione ecologica rientra nella linea green che caratterizza il nuovo corso dell’Interporto. “Abbiamo scelto una linea ecosostenibile su tutte le attività sia per le forniture che per le politiche sul territorio – commenta Gianluca Coppini, responsabile dei servizi commerciali e dei rapporti col territorio per l’Interporto di Prato –. Anche questa decisione va verso questa logica green di tutela dell’ambiente. E sarà sempre più così anche per il prossimo futuro”.

Questa pratica di disinfestazione è molto usata soprattutto nel nord Italia. E adesso si sta progressivamente facendo strada anche in Toscana. “La nostra è stata una scommessa che si è rivelata vincente – concludono Alberto e Andrea Risaliti, titolari de La Saetta – Gli interventi sono gli stessi di quelli tradizionali, ma con l’aggiunta della piena tutela dell’ambiente circostante. Una pratica che sta trovando riscontri in sempre più Comuni della regione”.

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