Movida, i gestori dei locali lavorano a un codice di autoregolamentazione. Tra le ipotesi, limitazioni alle consumazioni in piedi VIDEO

Un decalogo di autoregolamentazione per fare impresa, evitando assembramenti e tutelando allo stesso tempo la vita notturna dal rischio di contagio. E’ quanto dovranno mettere nero su bianco i gestori delle attività del centro storico, per evitare il ripetersi di fenomeni di eccessivo sovraffollamento e stretto contatto che si sono registrati lo scorso fine settimana da parte degli avventori.

Per tutelare gli interessi delle attività ma difendere anche la salute pubblica, il Comune ha quindi deciso, in accordo con Confcommercio e Confesercenti, di passare la palla agli esercenti. I gestori di bar, pub e ristoranti avranno dunque 24 ore per stilare il decalogo, che domani pomeriggio verrà portato all’attenzione dell’amministrazione. Sarà una sorta di codice, con una serie di norme da rispettare, per gestire in modo unitario il massiccio ritorno di persone in centro storico dopo l’emergenza Covid.

Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di mettere limiti alla vendita take away di bevande da una certa ora in poi. In sostanza, si beve solo se si è seduti al tavolo. Altra possibilità, quella di chiudere prima le attività.
Le linee guida degli esercenti saranno portati poi sul tavolo del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si terrà entro la fine di questa settimana. Lì potrebbero essere prese, in assenza di una valida alternativa, misure ancora più stringenti.

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