“Riapertura day” dei negozi lunedi 18 maggio, c’è la svolta dopo le decisioni del governo. Rossi: “Preferivo gradualità, ma non voglio penalizzare la Toscana”

Nella giornata di oggi con un un’ordinanza, la Regione Toscana disciplinerà le riaperture delle attività economiche chiuse. Con ogni probabilità negozi, bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici potranno riaprire fin da lunedi 18 maggio, rispettando precise precauzioni anti-contagio Covid 19.

La notte scorsa ha portato ad una svolta: nel decreto legge sulle riaperture il governo ha permesso la riapertura delle attività su tutto il territorio nazionale fin da lunedi 18 maggio, rispettando i protocolli adottati dalle singole Regioni, nel rispetto delle linee guida nazionali.
Di fronte a questa novità è cambiato anche l’orientamento del presidente della Regione Rossi, il quale fino a ieri era contrario al “riapertura day” e che invece adesso, con un post su facebook, preannuncia di allinearsi alle decisioni del governo.
Di seguito il post del presidente Rossi.

“Diversamente dalle decisioni, comunicate dal presidente Conte ieri mattina, di una ripartenza graduale e di una distanza di due metri per molte attività, ieri sera il governo ha deciso la svolta.
O meglio, un vero contrordine – scrive Enrico Rossi su facebook -. La distanza si è ridotta notevolmente, ad un solo metro, e l’elenco delle attività da riaprire si è allungato, praticamente a tutte e subito.

La mia opinione era e resta diversa ma non voglio che la Toscana sia penalizzata rispetto ad quadro nazionale di cui comunque tra poco tempo, quando a fine mese la circolazione tra regioni tornerà libera, finirebbe per risentire annullando gli effetti di eventuali interventi a favore di una maggiore sicurezza.
I nostri dati sono migliori rispetto a quelli di tante regioni sia in termini di mortalità sia in termini di diffusione e controllo del contagio.
Pertanto, oggi, appena saremo in possesso delle disposizioni nazionali, adotteremo, allineandoci con esse, le ordinanze regionali in Toscana.

Restano a tutela generale della salute due elementi fondamentali:
– la nostra consapevolezza di cittadini nell’assumere comportamenti appropriati che evitino quanto più possibile la diffusione dei contagi.
– la capacità del servizio sanitario regionale di individuare e isolare i casi positivi.

Avrei preferito maggiore cautela, ma sono sicuro che anche in questa nuova fase la Toscana riuscirà bene, e comunque meglio di tante altre regioni le quali, con alle spalle un quadro ben più drammatico, hanno fortissimamente voluto che si riaprisse tutto e subito e con il metro corto.

Pur nella consapevolezza delle oggettive difficoltà della situazione, l’impressione è che si proceda a colpi di strambate, a cambiamenti repentini: prima chiusure tardive e blande per certe realtà, poi blocchi totali a prescindere da ogni altra valutazione e infine aperture che preannunciano e spingono verso una normalità che purtroppo non esiste ancora.
Il mio timore è che così finiamo per lasciare sul campo effetti più pesanti di altri paesi, sia sul piano della salute che su quello economico.
Mi auguro sinceramente che non si debba tornare indietro.
E che la ripresa delle attività sia realmente anche una ripresa economica. Ma questo è un altro argomento”.

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