Scuole paritarie, preoccupazione per la ripresa: “C’è il rischio che qualcuna possa non riaprire”

“Ci saranno sicuramente delle difficoltà per le scuole paritarie cattoliche, che si reggono sulle rette. La domanda è: che cosa vuole fare il Governo in questo paese in cui quasi il 15% degli studenti frequenta la scuole paritarie? Se a settembre non dovessero riaprire – anche come forma di protesta – non so dove metterebbero quasi 900mila studenti”.
Così don Serafino Romeo – responsabile del coordinamento scuole paritarie cattoliche – ha inquadrato la situazione delle scuole paritarie. Istituti che si reggono principalmente sulle rette degli alunni. Anche a Prato alcune scuole hanno azzerato o incassato solo parzialmente le rette di marzo, aprile e maggio, mesi in cui le aule sono rimaste vuote e le preoccupazioni per il futuro sono tante. I mancati incassi peseranno sui bilanci e i 150 milioni previsti dal Governo nel decreto rilancio sono un’iniezione importante ma forse non sufficiente.
Quella delle scuole paritarie cattoliche a Prato è una realtà consolidata, che conta 19 strutture e accoglie 2934 tra bambini e ragazzi dal nido fino alle superiori.
Le preoccupazioni sono legate anche alla ripresa. Per il rientro in classe ci sarà probabilmente bisogno di spazi o di turni diversificati e non tutte le strutture sono in grado di poter rispettare questi criteri.

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