Toscana soltanto 12esima in Italia per tamponi effettuati. Fattori: “Pessimo segnale: requisire i reagenti”

La Regione Toscana è soltanto dodicesima in Italia per numero di tamponi effettuati in rapporto alla popolazione e soltanto il 61% di questi è mirato ad individuare nuovi covid positivi, mentre il restante 39% sono tamponi di controllo su pazienti già in cura. I dati, su fonte della Protezione civile, sono stati elaborati dalla Fondazione indipendente Gimbe e si riferiscono alle ultime due settimane, dal 22 aprile al 6 maggio. 

In Toscana, in questo periodo, sono stati effettuati una media di 3.164 tamponi al giorno, in pratica 85 tamponi ogni 100.000 abitanti al giorno. Usando questo indicatore, è possibile raffrontare in maniera attendibile i dati di Regioni più e meno popolose, e capire quali stanno procedendo con maggiore convinzione allo screening diagnostico per individuare nuovi casi di coronavirus. Come detto, la Toscana arriva dodicesima, dopo Trentino, Val d’Aosta, Veneto e Friuli (ciascuna delle quali esegue quasi il doppio dei tamponi, rispettivamente 166 e 157 ogni 100.000 abitanti), Piemonte (117), Emilia-Romagna (106), Umbria (103), Liguria (102), Lombardia e Marche (99), Basilicata (95). Meno tamponi che in Toscana vengono eseguiti soltanto in altre 8 Regioni, nella maggior parte delle quali l’epidemia si è manifestata in misura inferiore (sotto la tabella con i dati completi).

«Le nostre analisi effettuate sugli ultimi 14 giorni – spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – forniscono tre incontrovertibili evidenze: innanzitutto, si conferma che circa 1/3 dei tamponi in Italia sono “di controllo”; in secondo luogo il numero di tamponi per 100.000 abitanti/die è molto esiguo rispetto alla massiccia attività di testing necessaria nella fase 2; infine, esistono notevoli variabilità regionali sia sulla propensione all’esecuzione dei tamponi, sia rispetto alla percentuale di tamponi “diagnostici”». 

La Fondazione Gimbe richiama le Regioni ad estendere il numero dei tamponi e chiede al governo di definire una soglia minima giornaliera di 250 test per 100.000 abitanti (nessuna Regione ne fa così tanti) “per evitare comportamenti opportunistici finalizzati a ridurre la diagnosi di un numero troppo elevato di nuovi casi che, in base agli algoritmi attuali, aumenterebbe il rischio di nuovi lockdown”.

Secondo la Fondazione Gimbe, i dati confermano infatti la resistenza di alcune Regioni ad estendere massivamente il numero di tamponi, “in contrasto con raccomandazioni internazionali, evidenze scientifiche e disponibilità di reagenti”. 

Sulla ricerca della Fondazione Gimbe intervengono i consiglieri regionali di Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti, “Ritrovarsi agli ultimi posti in questa classifica è un pessimo segnale e le strategie di testing annunciate ieri dal presidente Rossi non bastano”, affermano Sarti e Fattori. “Da settimane stiamo ripetendo che l’effettuazione di tamponi a tappeto deve essere una precondizione per qualsiasi riapertura in sicurezza e per interrompere le catene di contagio sui luoghi di lavoro. Se mancano i reagenti per analizzare i tamponi, come denunciato giorni fa anche dall’Azienda regionale di sanità, cosa aspetta la Regione a requisirli alle strutture private e alle aziende produttrici che ne sono in possesso?”

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