Politeama: dopo le divergenze con il Comune, Nardi si è dimesso da presidente e consigliere

Maurizio Nardi si è dimesso da presidente e da consigliere di amministrazione del Teatro Politeama Pratese. La decisione, risalente a venerdi scorso, è stata resa nota oggi – tramite una nota stampa – dal cda del teatro e dal presidente del collegio sindacale Alessandro Giusti.
L’avvocato Maurizio Nardi era stato nominato presidente del Politeama il 19 febbraio scorso, in seguito alla scomparsa di Roberta Betti, anima e colonna portante del Teatro.

“Da parte mia – scrive Maurizio Nardi nella sua lettera di dimissioni – non posso che ringraziare sentitamente tutti coloro che, con proposte e idee, ma anche con critiche costruttive ed opposizioni, hanno manifestato la propria vicinanza ad una realtà, nella quale, grazie a Roberta Betti, e dietro di lei, ho vissuto 30 anni della mia esistenza.”

Il Consiglio di Amministrazione si riunirà prima dell’assemblea del 30 giugno per la nomina di un nuovo presidente in accordo con il Comune. L’Assemblea provvederà poi all’approvazione del Bilancio e alle nomine dei due consiglieri mancanti scelti dal Comune.

Le dimissioni di Nardi sono maturate tre settimane dopo la dura contrapposizione con il Comune, socio detentore del 30% delle quote del Teatro, a proposito della decisione di togliere le 750 poltrone dalla sala per aprirla ad una fruizione diversa e flessibile, per ospitare eventi culturali, ma anche attività didattiche. Una “trasformazione”, non concordata con il Comune, che alcuni hanno voluto, senza fondamento, associare alla movida. L’assessore alla cultura Simone Mangani bocciò l’iniziativa e fece capire che le divergenze con Nardi erano più profonde.

“Vorremmo che il Teatro – disse Mangani il 28 maggio – si occupasse dei protocolli di sicurezza, dei progetti relativi alla riapertura, possibile dal 16 giugno, della nuova conformazione delle sedute, dei dpi per i dipendenti e collaboratori, delle sinergie in ambito di spettacolo dal vivo, della possibilità per la Camerata di continuare a suonare sotto la cupola i Nervi (e di non dover traslocare altrove per una sala stravolta) e vorremmo che non si occupasse, invece, di idee un po’ aleatorie non condivise con tutto il consiglio d’amministrazione né, tanto meno, con i soci in sede assembleare. Lo scopo del Politeama è scritto nero su bianco. Quello è e quello è destinato a rimanere”.

Lo stesso Mangani commenta adesso le dimissioni come gesto “apprezzato ed apprezzabile, nel nome della coesione del Teatro e della sua articolata compagine sociale”.
“Il 2020 – scrive  Mangani – è stato ed è un anno molto difficile per tutto lo spettacolo dal vivo e il 2021 lo sarà altrettanto e lo sarà anche per il Politeama pratese s.p.a., chiamato a sostenere il peso di un’eredità – quella di Roberta Betti – non sostituibile e chiamato altresì a ribadire la propria missione sociale in un contesto di unità se non di unanimità tra i suoi tantissimi soci.
Ringraziamo il Presidente uscente Maurizio Nardi che ha messo a disposizione la propria carica nel nome della coesione del Teatro e della sua articolata compagine sociale: un gesto apprezzato ed apprezzabile. Le sfide che attendono oggi il Politeama sono anche di carattere sistemico: deve essere affrontata e risolta, auspicabilmente una volta per tutte, la coesistenza dell’attuale assetto con le previsioni della Legge Madia e deve essere organizzata una struttura capace di rispondere al tempo del Covid. Il Comune di Prato farà la propria parte, a fianco del teatro, dei suoi lavoratori e collaboratori e del consiglio di amministrazione. Intanto – conclude l’assessore Mangani – in sede assembleare il 30 giugno dovremo approvare il bilancio consuntivo 2019 e successivamente, nel minor tempo possibile, procedere alla sostituzione dei componenti mancanti del cda”.

1 Commento

  1. Come cittadino è abbonato al Politeama Pratese sarebbe gradita una informazione più dettagliata e continua sulle sorti del Teatro. Grazie

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