Setta satanica, il guru non risponde al gip. L’avvocato del “Diavolo”: “Preso tempo per valutare accuse a suo carico”

Si è avvalso della facoltà di non rispondere il 23enne agli arresti domiciliari (nella foto una sua immagine in maschera), in esecuzione di una misura di custodia cautelare, con l’accusa di essersi messo a capo di una setta satanica e di aver commesso abusi sessuali sui suoi adepti. Il giovane è comparso questa mattina davanti al gip Federico Zampaoli per l’interrogatorio di garanzia. “Ci siamo avvalsi della facoltà di non rispondere nell’attesa di studiare bene le carte – spiega l’avvocato Sigfrido Fenyes che lo difende insieme al collega Pier Nicola Badiani -, poi valuteremo le azioni, come ricorrere al riesame o richiedere un interrogatorio”.
Al giovane vengono contestati 13 episodi di violenza sessuale, anche su minori. Abusi che secondo le accuse venivano perpetrati dopo aver plagiato le menti degli adolescenti, convinti che lui fosse un’entità soprannaturale cui obbedire. Il diavolo, così si faceva chiamare dal gruppo, convinceva di avere poteri da vampiro o da lupo mannaro, attraverso dei trucchi: faceva fuoriuscire sangue dagli occhi, torceva il collo in maniera strana e sottoponeva le vittime a riti pericolosi e violenti, tra cui morsi alle braccia per far fuoriuscire sangue da bere o inalazione di incensi o cristalli. In un caso il guru avrebbe praticato anche riti vodoo. Durante la perquisizione effettuata lo scorso febbraio nell’abitazione del giovane, gli agenti hanno sequestrato una bambola senza una gamba, oltre ad una fiala di sangue finto, alcune capsule di polvere rossa, una bacinella e dei sali usati per i rituali. La bambola, stando alle testimonianze dei seguaci del 23enne raccolte dalla polizia sarebbe servita a provocare la morte della madre di una delle adepte, come richiesto al 23enne proprio dalla ragazza. Il rituale avvenne all’interno dell’auto del capo della setta, dove avrebbero avuto luogo anche le violenze sessuali. I ritrovi del gruppo avvenivano invece nel parco di Galceti o all’Omnia center, ma anche in luoghi abbandonati o impervi, fra cui Poggio Castiglioni, Pietramarina sul Montalbano, presso il cosiddetto “Sasso del Diavolo”, l’ex cementizia di Prato, l’ex ospedale psichiatrico Banti di Vaglia a Firenze, o l’ex complesso manicomiale Villa Sbertoli di Pistoia.

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