Gli effetti Covid sulla produzione industriale pratese, -30% nel primo semestre del 2020

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Il sistema economico pratese è quello che ha sofferto maggiormente la crisi in questi mesi legati alla pandemia, con una flessione della produzione industriale complessiva di – 60,9% rispetto a aprile 2019. Giudizio che si appesantisce ulteriormente se si considera che nei mesi precedenti la contrazione era stata marcata al punto che da gennaio a aprile si è registrata una flessione dell’attività industriale del distretto pari al -29,7%. La seconda provincia toscana a soffrire maggiormente la crisi dopo Prato è Arezzo, con una flessione nel mese di aprile del 60,5%, seguita da Pisa con -54,1% e Firenze con -53,2%.

E’ quanto emerge dal rapporto Irpet sulla situazione economica, il lavoro e le disuguaglianze in Toscana ai tempi del Covid-19. Un report che ha messo in luce come l’emergenza della pandemia si sia inserita in una situazione economica già indebolita dalla crisi del 2008, causando conseguenze drammatiche in tutta la Regione, quali impoverimento della popolazione, aumento delle disuguaglianze e contrazione della capacità produttiva. Un quadro che in Toscana è stato ulteriormente aggravato dal crollo di due punti di forza storici, le esportazioni e il turismo, con un crollo del Pil dell’11% e 53mila posti di lavoro persi rispetto a un anno fa.

Per quanto riguarda nello specifico le esportazioni estere, nel primo trimestre del 2020 Prato segna un calo del 4,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A segnare il dato peggiore su questo fronte è Pistoia con -36,9%. La sofferenza delle produzioni della moda è visibile in tutti i segmenti del comparto nei diversi territori: calano, infatti, le esportazioni dei prodotti in pelle, sia quelli intermedi rappresentati dalla concia nell’area pisana che quelli finiti in tutte le province in cui queste produzioni sono rilevanti, come Firenze, Arezzo, Pisa e Lucca. In calo anche le vendite estere di prodotti tessili delle province di Prato e Pistoia. Sul fronte dell’abbigliamento, se cala quello legato alle fasce medio alte realizzato nella provincia di Arezzo, è in crescita l’export dell’area pratese, dalla meno marcata connotazione produttiva ma più orientato al pronto moda. Per quanto riguarda la meccanica, la tenuta dei macchinari per impieghi speciali si coglie negli incrementi registrati nelle province di Prato, Pisa e Lucca. La contrazione delle vendite dei mezzi di trasporto coinvolge invece tutte le province.

Come e da dove ripartire dunque? Secondo l’Irpet dal rilancio degli investimenti e dalle riforme, affidando un ruolo centrale ai soggetti pubblici.

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