Percorse 800 km a piedi per tornare a Prato dopo la deportazione nazista: medaglia d’onore conferita a Giovanni Bellandi FOTO

Il prefetto Lucia Volpe ha consegnato al 96enne pratese Giovanni Bellandi la medaglia d’onore conferita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.
La consegna della medaglia d’onore è avvenuta ieri in Prefettura in una cerimonia in forma ristretta, a causa delle norme anticontagio, a cui hanno partecipato il sindaco Matteo Biffoni, la figlia e i nipoti di Bellandi. Era l’11 settembre del 1943, pochi giorni dopo l’armistizio, quando l’esercito tedesco a Massa Carrara catturò Bellandi ed altri militari dell’esercito italiano. Bellandi, all’epoca 19enne, fu trasferito a Norimberga e impiegato ai lavori forzati in una fabbrica di dinamite che durante il periodo bellico era stata riconvertita in fabbrica di munizioni.
Venne liberato dagli Alleati nell’aprile del 1945 e riuscì a tornare a Prato a piedi, percorrendo quasi 800 chilometri, con l’aiuto di civili tedeschi, italiani e partigiani.

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