Tari, taglio in bolletta per le attività rimaste chiuse durante l’emergenza Covid: il Comune stanzia 2,5 milioni di euro

Durante il periodo di lockdown in seguito all’emergenza sanitaria l’Amministrazione comunale si era impegnata a fare il possibile per attuare provvedimenti volti a sostenere le attività lavorative che avevano dovuto chiudere. In particolare tra le richieste pervenute attraverso le associazioni di categoria vi era quello del taglio della Tari almeno per i mesi di chiusura totale delle attività. Un impegno che il sindaco e l’Amministrazione hanno portato avanti potendo così annunciare oggi, durante un incontro con le associazioni di categoria, uno stanziamento del Comune di 2,5 milioni di euro per consentire un taglio in bolletta. Il sindaco, l’assessore al Bilancio e l’assessore all’Ambiente hanno spiegato oggi nel corso di una riunione con le categorie le modalità di accesso all’agevolazione, ribadendo l’impegno dell’Amministrazione a sostegno del tessuto economico cittadino.

La normativa statale ha definito, con la delibera Arera 158/2020, le modalità di riconoscimento delle agevolazioni in seguito al periodo di chiusura imposto in seguito all’emergenza Covid19. Queste prevedevano una riduzione dei coefficienti di produzione dei rifiuti solo per alcune attività legate ai codici Ateco indicati nei vari Dpcm e susseguitesi nei mesi di lockdown. Un provvedimento che avrebbe penalizzato le categorie rimaste aperte, chiamate a coprire quanto detratto a chi aveva subito la chiusura. L’Amministrazione ha quindi tradotto le agevolazioni in una percentuale di abbattimento della parte variabile della tariffa, essendo questa legata alla produzione di rifiuti.

L’agevolazione. E’ stato quindi scelto di applicare la percentuale massima prevista dalla tabella Arera, ossia il 25% per tutti coloro aventi diritto. Si ricorda che la parte variabile è il 70% dell’intera tariffa.

I beneficiari. Le categorie il cui codice Ateco è stato interessato dal lockdown sono a Prato il 64% delle utenze non domestiche. Sostanzialmente, grazie all’incrocio delle banche dati e dei diversi codici Ateco, è stato possibile escludere soltanto le aziende che durante quei mesi dovevano restare obbligatoriamente aperte o potevano lavorare in smartworking o con e-commerce. In particolare da segnalare l’eccezione delle agenzie di viaggio, anche se per codice rientravano tra gli uffici e le banche.

Modalità. Le aziende si vedranno riconosciuto la “riduzione Covid” direttamente in bolletta nell’ultima tranche dell’anno 2020. Il contribuente dovrà confermare di avere diritto all’agevolazione attraverso la compilazione dell’autocertificazione entro il 20 gennaio 2021. Per coloro che non presentano entro i termini l’autocertificazione nell’avviso successivo sarà tolta l’agevolazione e l’utente dovrà presentare istanza successiva per essere riammesso tra gli aventi diritto. Il Comune di Prato sta preparando il portale del contribuente per poter inserire on line le autocertificazioni e semplificare la comunicazione con l’Ente. Al momento che comunque potrebbero esserci degli errori di esclusione, chi non dovesse essere ricompreso nelle agevolazioni ma ritiene di averne diritto può utilizzare comunque questa procedura dell’autocertificazione, che verrà successivamente verificata, o contattando gli uffici di Alia servizi ambientali agli indirizzi che saranno indicati in bolletta.

Gli importi. Il totale stanziato per questa agevolazione è di oltre 2,5 milioni di euro. L’importo medio di riduzione tra gli aventi diritto varia in base alle categorie, arrivando fino a un massimo di 2.831 euro per gli alberghi con ristorante.

 

 

 

 

 

 

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*