Arresti per sfruttamento lavorativo, Biffoni: “Il Piano lavoro sicuro deve continuare e il presidente Giani ne è assolutamente consapevole”

«Ringrazio La Procura della Repubblica di Prato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, l’Asl e l’Ispettorato del Lavoro per la nuova operazione contro lo sfruttamento lavorativo e l’immigrazione clandestina messa in campo oggi». Così il sindaco Matteo Biffoni (nella foto assieme al comandante provinciale dei carabinieri Francesco Zamponi) interviene sull’operazione “Massimo” (leggi l’articolo), che ha portato all’arresto di 5 imprenditori cinesi che sottoponevano decine di operai, tra cui anche una minorenne e una donna in avanzato stato di gravidanza, a turni di lavoro massacranti, fino a 15 ore al giorno, senza riposo o ferie e con una retribuzione mensile di circa 500 euro, il tutto in condizioni igieniche e di sicurezza drammatiche, con giacigli improvvisati nel capannone stesso.

«Un lavoro di indagine esemplare – prosegue il sindaco – che nasce nel solco del Piano per il Lavoro sicuro della Regione Toscana e che fa di Prato un punto di riferimento contro lo sfruttamento lavorativo e chi si arricchisce negando la dignità dei lavoratori. A Prato non c’è posto per chi fa impresa sulla pelle delle persone. Il Piano Lavoro sicuro deve continuare visti i risultati che questo tipo di controlli stanno ottenendo e il presidente Giani ne è assolutamente consapevole» afferma il sindaco Biffoni, che risponde così, indirettamente, al procuratore Giuseppe Nicolosi, il quale, nel presentare i risultati dell’inchiesta, ha ribadito oggi l’appello affinchè sia data continuità al Piano Lavoro Sicuro, sottoscritto con la Regione 6 anni fa dopo la tragedia di via Toscana, e più volte rinnovato, ma prossimo alla scadenza, il 31 dicembre 2020.

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