Met: al Magnolfi fino a domenica Amor Vacui con “Tutta la vita”

Dopo l’inaugurazione della scorsa settimana al Fabbricone, fino a domenica 25 ottobre al Teatro Magnolfi la compagnia padovana under 35 Amor Vacui debutta in prima assoluta con “Tutta la vita”, uno spettacolo coprodotto dal Teatro Metastasio di Prato insieme a Teatro Stabile del Veneto e a La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale (20.45 feriali, 19.30 sabato, 16.30 domenica).

Frutto di una scrittura condivisa del regista Lorenzo Maragoni, degli attori Andrea Bellacicco e Eleonora Panizzo e del drammaturgo Michele Ruol, il lavoro attorno a “Tutta la vita” contraddistingue l’approccio alla scrittura scenica di questo giovane gruppo (già vincitore di diversi premi sul territorio nazionale, tra cui una menzione speciale al premio scenario 2017), che trae spunto e ispirazione dalla vita quotidiana per analizzare con profondità e ironia alcune umane contraddizioni comportamentali da un punto di vista psicologico, sociologico e umano. Primo tempo di una trilogia che sviluppa tre interrogativi ‘impossibili’ sul senso della vita, lo spettacolo prende le mosse dalla domanda Come si vive con sé stessi? (i prossimi due interrogativi saranno Come si vive con gli altri? e Che senso ha una vita con la morte alla fine?) e indaga l’umana paura del cambiamento tentando di aprire un dialogo con la nostra parte più fragile e conservatrice, quella con una solida lista di buone ragioni per non affrontare una metamorfosi. È un lavoro di ricerca all’interno di sé stessi, di scavo sulle scelte e sul modo in cui le personali biografie hanno determinato l’esistenza di ognuno, sui margini di libertà possibili, su come si fa a provare a cambiare quando si ha troppa paura di cambiare: in scena non c’è nessun personaggio, nessuna storia, nessuna scenografia, solo due attori (persone) che si interrogano su quale sia la linea tra la paura di vivere e la vita.

“Tutta la vita” si sviluppa a partire dalle autobiografie (più o meno rielaborate) degli attori in scena e dal loro incontro con il pubblico, dal qui e ora, dal momento in cui attori e spettatori si ritrovano insieme a teatro, in una relazione vivida e vitale di aperto e diretto scambio reciproco. Uno stile che cerca di mischiare ironia e introspezione, leggerezza e profondità innesca monologhi e dialoghi che si collegano tra loro grazie alla ripetizione ossessiva della canzone “Senza un perché” di Nada – la colonna sonora dello spettacolo – di immagini (anche surreali) e della messa a nudo di trucchi e illusioni della macchina teatrale come metafora del personale mettersi a nudo della compagnia di fronte alle illusioni della vita. È un lavoro (da vedere) per non avere più paura di cambiare, uno spettacolo che sfrutta il teatro come strumento di conoscenza e di confronto, di incontro il più possibile autentico, vulnerabile e divertente col pubblico.

BIGLIETTI da 9 a 14 € TUTTE LE INFO SU www.metastasio.it

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