Nel presidio distrettuale di Montemurlo arriva l’infermiere di famiglia

Da lunedì nel presidio distrettuale di Montemurlo arriva l’infermiere di famiglia a disposizione degli oltre 19.000 abitanti del Comune.
Il modello dell’infermiere di famiglia, che è già stato attivato nei presidi distrettuali di Poggio e Carmignano, Vernio e Vaiano, dal 19 ottobre prenderà il via anche a Montemurlo ed entro la fine dell’anno entrerà in funzione su tutto il territorio pratese. A Montemurlo sarà presente un team di sei infermieri di famiglia, nel rapporto di uno per 3.200 abitanti.
Il servizio infermieristico territoriale sarà garantito tutti i giorni dalle ore 7 alle 19, dal lunedì alla domenica, compreso i festivi. Ogni infermiere avrà poi un numero di cellulare al quale le famiglie potranno far riferimento per le varie necessità di cura e di assistenza durante la giornata. Un modo anche per evitare accessi impropri al pronto soccorso, ma trovare subito una figura di riferimento alla quale rivolgersi per trovare soluzioni alle necessità assistenziali dell’utente e dare così sollievo a tutta la famiglia.
Quello dell’infermiere di famiglia infatti è un modello assistenziale che prevede la presa in carico della singola famiglia e dell’intera comunità che insiste in un’area territoriale.
L’infermiere di famiglia infatti è un riferimento per le famiglie e garantisce una presa in carico personalizzata assicurando la continuità assistenziale ed una risposta pro-attiva e di prossimità: al domicilio e nel territorio dove il bisogno assistenziale si presenta. L’infermiere lavora in collaborazione con il medico di medicina generale e gli altri professionisti del percorso assistenziale in modo da fornire le risposte più appropriate ai bisogni di salute, assicurare la gestione delle malattie croniche e delle disabilità ed i processi di cura e assistenza dopo le dimissioni dall’ospedale.
L’infermiere di famiglia ha anche il compito di orientare il cittadino e la famiglia verso gli accessi più appropriati ai servizi ed ai percorsi di salute, è un punto di riferimento che si aggiunge a quello fondamentale rappresentato dal medico di medicina generale.
Anche durante il periodo della pandemia della scorsa primavera, questa figura professionale non si è mai fermata e ha assicurato risposte a tutti gli assistiti, senza interruzione, garantendo accessi giornalieri che hanno evitato in molti casi l’ospedalizzazione.

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