Scoperta a Carmignano centrale del falso: produceva mascherine e capi di abbigliamento con marchi contraffatti

La guardia di finanza di Prato ha sequestrato 21.000 mascherine e 5.000 capi di abbigliamento pronti per essere immessi in commercio, oltre a 115.000 loghi – già stampati – utili per la produzione di altrettante mascherine. Sequestrati anche 19,1 chilometri di carta transfer con impressi marchi da applicare su circa 30.000 maglie. Tutto contraffatto.
Le indagini sono partite dai numerosi sequestri di articoli contraffatti operati nei giorni scorsi, che lasciavano ipotizzare l’esistenza – nella provincia di Prato – di un vero e proprio centro di produzione del falso particolarmente attivo.
I finanzieri hanno così individuato un’impresa sospetta nella zona industriale di Carmignano, gestita da un cittadino di origine cinese.
La successiva perquisizione ha confermato che l’unica ed esclusiva attività svolta dall’impresa consisteva nel trasformare la materia prima (anonimi rotoli di stoffa), in prodotti finiti, per lo più mascherine, recanti le effigi di noti marchi. Tutto ciò, ovviamente, senza alcuna autorizzazione.
L’azienda disponeva di cinque stampanti industriali e di due plotter, collegati tra loro, azionati attraverso quattro personal computer, nei quali erano memorizzati i marchi ed i disegni contraffatti.
Tali attrezzature – in piena attività all’atto del controllo – servivano per stampare su carta transfer il logo e il marchio da riprodurre che, successivamente, veniva impresso sul tessuto.
Nell’azienda sono stati trovati anche 4 lavoratori senza documenti.
Il profitto ipotizzabile dalla messa in vendita dei prodotti contraffatti è di 1 milione di euro circa.
Il titolare della ditta, un 40enne domiciliato a Carmignano, è stato denunciato per il reato di contraffazione e sfruttamento di manodopera clandestina.

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