Donne maltrattate, 391 accessi al Centro La Nara da inizio anno: “La pandemia aggrava le situazioni dove la violenza c’era già”

Dall’inizio dell’anno a metà novembre sono 391 le donne, italiane e straniere, a Prato e Provincia, che si sono rivolte al Centro Antiviolenza La Nara; di queste 240 lo hanno fatto per la prima volta, 147 erano già seguite nel 2019, mentre 40 sono tornate a chiedere aiuto dopo anni. Gli accessi sono in linea con quelli dello scorso anno, che si chiuse con 412 donne richiedenti aiuto.
Non si è dunque registrato il temuto calo delle restrizioni da Covid 19. “Avevamo paura che le donne, costrette alla convivenza forzata dalla quarantena e più facilmente controllate, potessero avere difficoltà a chiedere aiuto. Invece le richieste ci sono state anche nel periodo più complicato – spiega Francesca Ranaldi, responsabile del Centro Antiviolenza La Nara -. Da parte nostra abbiamo sempre mantenuto aperto il centro e le strutture, anche nel periodo del lockdown, e ci siamo attivate per fornire tutti i servizi; quando non è stato possibile farlo in presenza, lo abbiamo fatto monitorando le situazioni e valutando il rischio per telefono, attraverso le consulenze legali in videoconferenza, continuando a fare gli allontanamenti, quando è stato necessario. È chiaro che il nostro è un lavoro di relazione, di parole e di sostegno psicologico, che risente del distanziamento interpersonale, ma abbiamo continuato a svolgerlo senza mai fermarci e lo portiamo avanti con grande convinzione perchè le situazioni di violenza, le storie che ci raccontano le donne, sono più gravi e complesse. Una situazione sociale così complicata, con dei risvolti economici così complicati, sicuramente porta ad un peggioramento delle tensioni nei rapporti di coppia. Questo ce lo raccontano tante donne. Però non vorrei che si pensasse che è il lockdown o è la pandemia che porta la violenza. La violenza c’è indipendentemente e peggiora nei nuclei dove il maltrattamento è già presente. La violenza c’è e ha una radice profonda nella nostra cultura; e su questo dobbiamo lavorare e responsabilizzarci tutti moltissimo. Gli effetti del Covid a livello sociale ed economico rende più complicati i percorsi di uscita delle donne, la loro autonomia, la libertà di poter scegliere”.

Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne anche l’amministrazione comunale, tramite l’assessore alle Pari opportunità Ilaria Santi interviene a commentare i dati del Centro Antiviolenza La Nara afferma: “Dati che fanno impressione e che non possono e non devono lasciare indifferenti o essere considerati solo un giorno all’anno. Numeri di una piaga che ci affligge da anni e in questo momento di pandemia non è diminuita, che anzi si dimostra ancora più aggressiva. Sono ancora più pesanti i dati su violenza fisica, verbale, sul femminicidio, perché quando ci hanno chiesto di stare a casa per la nostra sicurezza, per molte non era così purtroppo: per molte la casa è un luogo pericoloso.
Per contrastare la violenza di genere è necessario agire su più fronti: a Prato c’è una rete importante che da anni lavora con le scuole, con la cittadinanza, per contrastare questo fenomeno da cui la nostra città non è affatto esente. Questa rete va rinforzata anche per agire sugli uomini maltrattanti. Ribadisco che finché una bambina, una ragazza, una donna avrà paura, saremo tutti responsabili”.

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