Giornata mondiale dei poveri, maratona Facebook con testimonianze e Messa in diretta su Tv Prato

«Tendi la tua mano al povero», è questo l’invito, tratto dal libro del Siracide, rivolto a tutti da Papa Francesco per la quarta Giornata Mondiale dei Poveri, in programma domenica 15 novembre. Anche la Caritas Diocesana di Prato celebrerà questo importante appuntamento organizzando una serie di iniziative proprio in preparazione alla Giornata. Appuntamenti che vedranno al centro i mezzi di comunicazione, con dirette TV e Facebook, e la pubblicazione di video testimonianze e riflessioni sempre sui social network.

«Stiamo toccando con mano, con viva sofferenza, le conseguenze sul piano economico e sociale della pandemia da Covid 19 – dice vescovo Giovanni Nerbini – Vediamo il lavoro finire, persone senza più il necessario per sostentarsi, solitudine, malattia, isolamento e proviamo un senso di sconforto e di impotenza. Che possiamo fare noi così piccoli e limitati? Preoccupiamoci che a nessuno manchi il necessario e sperimenteremo la provvidenza che non fa mai mancare nulla ai poveri del Signore. Sarà l’opera più importante che potremo compiere in preparazione al Santo Natale».

Si inizia venerdì 13 novembre con una diretta a partire dalle 21 sulla pagina Facebook della Caritas di Prato. Grazie alla collaborazione con la Caritas di Lucca, verrà trasmessa la presentazione dell’enciclica «Fratelli tutti». Interverranno all’incontro suor Alessandra Smerilli, l’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti e la direttrice della Caritas di Lucca Donatella Turri.

Sabato 14 novembre dalle 10 prenderà il via una lunga maratona Facebook (sempre sulla pagina della Caritas) durante la quale verranno pubblicate delle testimonianze del mondo istituzionale e privato come segno e proposta di speranza. Dopo una presentazione di padre Matteo Pedrini, assistente spirituale della Caritas diocesana di Prato, si susseguiranno una serie di contributi video, ma anche momenti di musica e poesia, sempre in collaborazione con la Caritas di Lucca, durante i quali varie persone racconteranno come hanno vissuto e stanno vivendo la pandemia.
Tra coloro che interverranno, il vescovo di Prato Giovanni Nerbini, la direttrice della Caritas di Prato Idalia Venco, e poi ancora una riflessione dell’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti, del sindaco Matteo Biffoni, dell’assessore Flora Leoni, una testimonianza raccontata del prefetto Lucia Volpe. Due imprenditori, uno alla guida di una grossa azienda e uno che ha un’attività familiare, racconteranno come hanno vissuto e come stanno vivendo questo periodo. Ci saranno le testimonianze di alcuni sacerdoti pratesi, tra i quali anche qualcuno che ha contratto il virus; medici e operatori sanitari che racconteranno l’esperienza dal fronte. Ma anche insegnanti e dirigenti scolastici che parleranno dell’esperienza educativa; operatori della carità; ragazzi e studenti che racconteranno come è cambiata la loro vita, le loro relazioni parentali, amicali e familiari e come hanno affrontato questo periodo.

Sempre sabato 14 novembre dalle 17,30, in Duomo verranno recitati i vespri solenni e a seguire verrà celebrata la messa. Presiede l’assistente spirituale della Caritas Diocesana di Prato padre Matteo Pedrini, concelebra il parroco della Cattedrale don Luciano Pelagatti. Saranno presenti anche i quattro nuovi diaconi della Chiesa di Prato: Carlos Orea Fuentes, Giacomo Aiazzi, Massimiliano Ricci e Fulvio Panzi. La cerimonia sarà trasmessa in diretta su Tv Prato (canale 74 del digitale terrestre o in streaming su questo sito) e sulla pagina Facebook della Caritas.

 

 

1 Commento

  1. Oggi celebriamo la quarta giornata mondiale del povero un’iniziativa voluta dal Santo Padre alla fine del Giubileo Straordinario della Misericordia nel 2016 per ribadirci ancora una volta che i poveri sono persone come noi che dobbiamo riuscire ad integrare nella società senza considerarli uno scarto. Il tema scelto per questa giornata si rifà al Libro del Siracide che dice: “Tendi la tua mano al povero”. Queste parole dicono tutto il senso della giornata perchè ci invitano a farsi carico delle sofferenze altrui iniziando a fidarsi del suo aiuto perchè il Siracide stesso afferma ancora: “Nelle malattie e nella povertà confida in lui. Affidati a lui ed egli ti aiuterà, raddrizza le tue vie e spera in lui. Voi che temete il Signore, aspettate la sua misericordia e non deviate per non cadere”. Questo libro biblico appartiene all’Antico Testamento e risale all’anno 130-180 avanti Cristo, venne scritto in un momento di dura prova per il popolo di Israele a causa delle potenze del dominio straniero e quindi ci voleva un personaggio di spicco dotato di intelligenza, saggezza e sapienza illuminato da Dio per portare il messaggio al suo popolo che era ancora in attesa dell’arrivo del Messia che concretizzerà quando parla del giudizio universale in cui separerà quelli che stanno alla sua destra e sinistra. Quelli alla sua destra li accoglierà in quanto benedetti del padre suo perchè si erano fatti carico dei più deboli respingendo quelli che stanno alla sua sinistra in quanto indifferenti verso il fratello sofferente narra sempre l’evangelista Matteo. Il messaggio di quest’anno è più forte rispetto ai precedenti anche se da tutto l’anno il mondo è alle prese con questa terribile pandemia del Covid 19 che ha visto tante persone ammalarsi e molti morire e fra le tante persone ci sono state figure di preti, religiosi, suore, vescovi e cardinali perchè la malattia non guarda in faccia nessuno e non abbiamo ancora capito la sua origine anche se sappiamo che è partito dalla Cina. Adesso non dobbiamo metterci a fare la corsa sul colpevole ma trovare un modo di collaborazione per cercare di uscire da questa pandemia rispettando le direttive emesse dal Governo Conte e facendosi carichi gli uni verso gli altri dei bisogni primari ed essenziali anche se la cosa non è semplice perchè questo virus ha creato paura e diffidenza in parte comprensibile ma anche questo ostacolo va vinto e questo ce lo ricorda la parabola dei talenti narrata sempre dall’evangelista Matteo in cui il padrone consegna i cinque talenti al primo servo e al secondo soltanto due e subito vanno ad investirli guadagnandone altri cinque il primo e due il secondo mentre il terzo servo che aveva ricevuto un solo talento invece che investirlo lo sotterra per paura al punto che il padrone glielo toglie consegnandolo a chi aveva dieci talenti. Bisogna avere il coraggio di rischiare senza avere paura di sbagliare visto che Dio ci ama per quello che siamo visto che mediante l’amore siamo a servizio gli uni verso gli altri ci ricorda la Lettera di San Paolo apostolo ai Galati. Rispetto agli altri anni la giornata si svolge in maniera diversa perchè non viene offerto il pasto caldo ai poveri nell’aula Paolo VI o nelle rispettive diocesi ma il Santo Padre ha concesso che venissero fatti tamponi gratis e immediati verso i poveri. Da noi è stata organizzata una Maratona su Facebook dalla Caritas Diocesana con interventi e testimonianze del sindaco, del vescovo, dei seminaristi, del prefetto e di molti altri ancora perchè anche nella nostra città il corona virus ha creato nuove forme di povertà oltre a quelle già esistenti per via delle chiusure di molte attività lavorative durante i vari lockdown che c’erano otto mesi fa quando fu chiuso tutto ed ora per via delle zone arancioni e rosse. Restiamo uniti in questa dura lotta senza disperderci altrimenti la cosa può solo peggiorare ed abbiamo coraggio di rischiare come fanno i medici, gli infermieri e coloro che lavorano nel servizio sanitario come anche i volontari delle varie associazioni di volontariato cattolico e laico che mettono a rischio la loro vita per fare un’opera buona e caritatevole

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