Il Vescovo Giovanni celebra Messa in Ospedale e parla con l’interfono ai malati e al personale: “Tutti i giorni siete nelle mie preghiere” FOTO

“Sono venuto a portarvi la mia vicinanza, a celebrare Messa per voi, a rinnovarvi il mio augurio. Sappiate che ogni giorno l’Ospedale di Prato è nel mio cuore e nelle mie preghiere”. Lo ha affermato questa mattina il Vescovo di Prato mons. Giovanni Nerbini nel breve messaggio rivolto, attraverso l’interfono della portineria del Santo Stefano, a tutti i ricoverati e al personale del nosocomio pratese.
Nella prima domenica della “zona rossa” in Toscana, il presule ha voluto celebrare la Messa nella cappella dell’ospedale, pregando così per tutti i malati e per quanti – medici, infermieri, oss, personale amministrativo – sono impegnati sulla prima linea del Covid e delle altre patologie. Ha concelebrato il cappellano del Santo Stefano don Carlo Bergamaschi; accanto a lui Alberto Toccafondi, vicepresidente del Consiglio pastorale diocesano e responsabile della pastorale sanitaria; hanno partecipato alcuni medici e infermieri in rappresentanza del personale.
“Il mistero della morte, che oggi la mentalità corrente vuole tenacemente rimuovere dall’orizzonte quotidiano – ha affermato Nerbini durante la Messa riallacciandosi alla liturgia della Parola – è invece necessario per fare luce sul senso della nostra vita”.
Nel messaggio pronunciato all’interfono, il Vescovo Giovanni ha ricordato la vicenda biblica di Ester e la sua bellissima preghiera, invitando tutti i malati a farla propria: “Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, perché un grande pericolo mi sovrasta. Da’ a me coraggio. […] La tua serva, da quando ha cambiato condizione fino a oggi, non ha gioito se non in te, Signore, Dio di Abramo” (Est 4,17).
Al termine il Vescovo si è intrattenuto con i presenti, ringraziando tutti per l’impegno e il sacrificio di queste settimane.

Foto di Alessandro Fioretti

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