“Il Comune si faccia garante per chi subisce discriminazione abitativa”: la proposta dei GD Prato

“Proponiamo che venga istituito un fondo di garanzia regionale che consenta al Comune di farsi garante in casi di discriminazione abitativa, nel pieno rispetto del diritto alla casa “: è la proposta dei Giovani Democratici di Prato, che intervengono in merito alla denuncia fatta ai microfoni di Tv Prato da Magdalena Ion, la ragazza rumena che non riesce a trovare una casa in affitto a causa della sua nazionalità. “Quanto accaduto a Magdalena, che si è vista negare la possibilità di ottenere un immobile in affitto per le sue origini da più agenzie, purtroppo, non è un caso isolato. Le comunità presenti sul nostro territorio denunciano da anni la prassi di non considerare attendibili le loro garanzie economiche, e di escluderle a priori, perché è condizione più forte il luogo di nascita o il colore della pelle. Come Giovani Democratici, per contrastare la discriminazione abitativa su base etnica, stiamo elaborando una proposta con il consigliere Marco Biagioni che prevede che il Comune faccia da garante in casi come questo, e che promuova servizi di mediazione, orientamento e sensibilizzazione del mercato immobiliare. In Regione invece stiamo verificando le possibilità, con la presidente della commissione sviluppo economico Ilaria Bugetti, di istituire un fondo di garanzia a supporto di questo progetto ed di ampliare i criteri già previsti da Giovani SÌ. Abbiamo richiesto per questo gennaio un incontro a riguardo con Serena Spinelli, Assessora alle politiche sociali e all’edilizia residenziale pubblica della Regione Toscana. Il diritto alla casa è un diritto umano, e le istituzioni devono essere in prima linea per garantirne il rispetto. Casi come questo, avvenuto per di più ad una giovane italiana senza cittadinanza, dimostrano che per combattere il razzismo sistemico servono misure concrete. In questa direzione va il nostro impegno”, dicono i GD Prato.

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*