Il partigiano Fiorello Fabbri a 92 anni sconfigge il Covid: «Non mi hanno preso i tedeschi e i fascisti, non mi faccio ammazzare dal virus»

A 92 anni Fiorello Fabbri, partigiano della brigata Buricchi, ha vinto la sua ultima battaglia, quella contro il Coronavirus. «Non mi hanno preso i tedeschi e i fascisti, non mi faccio ammazzare dal virus. Continuo a resistere», dice sorridendo dopo tanta sofferenza. I primi sintomi Fiorello li ha accusati lo scorso 14 novembre, poi il rapido peggioramento che lo ha costretto al ricovero in ospedale e poi a una lunga degenza di quasi un mese nella struttura per i malati di Covid, La Melagrana di Narnali. Fiorenzo è abituato a lottare e anche nella malattia ha mantenuto il suo spirito battagliero :«Sono stato male ma devo riconoscere che sono stato curato in modo egregio. Pur con qualche difficoltà, la nostra sanità e le istituzioni, in questo periodo così difficile, sono state capaci di rispondere in pieno alle esigenze di cura dei cittadini. Non vedo l’ora di poter tornare a parlare con i ragazzi, a incontrarli nelle scuole e parlare con loro della Resistenza, della lotta di liberazione che ci hanno regalato la Costituzione e l’Italia democratica di oggi. Per ora mi accontento di vederli a distanza tramite video chiamate».

 

Le storie di Resistenza di Fiorello hanno accompagnato anche tutta la sua degenza alla Melagrana: «Ero in camera insieme ad un uomo di 46 anni, Paolo, che è diventato un amico e ogni sera, anche insieme al personale medico-sanitario, ci ritrovavamo e raccontavo loro le storie vissute da partigiano durante la guerra. – continua Fabbri – La memoria della Resistenza, il ricordo di quei giorni è stato un momento di evasione dall’incubo del Covid. Oggi, aver sconfitto il virus, avercela fatta, mi dà una forza maggiore per andare avanti».

Fiorello Fabbri infatti ancora non ha deciso di mettersi definitivamente in pensione e alla veneranda età di 92 anni ogni mattina lavora nel negozio del figlio, Fabrizio, “Sergio”, la “boutique del gusto” che in questi giorni prima di Natale è affollata di clienti. «Fiorello è il supervisore dell’attività- scherza Fabrizio Fabbri- Non appena ha superato la malattia, il babbo è voluto tornare in azienda perché è una persona ancora molto attiva anche sul lavoro».

 

Anche il sindaco Simone Calamai ha voluto incontrare l’ex partigiano: «Sono molto felice di poter trovare di nuovo dietro al banco del suo negozio Fiorello Fabbri, una persona davvero speciale che in questi anni non ha mai smesso di credere nel valore della memoria della Resistenza e di trasmetterla ai giovani. Un esempio di forza per tutti noi». Fiorello Fabbri, dopo aver attraversato la tempesta del virus, lancia una raccomandazione: «Rispettate le regole, con il virus non c’è da scherzare!».

Dal canto suo Fabbri ha ancora tante altre battaglie da combattere, come quella, a cui tiene molto, per chiedere verità su Giulio Regeni. È suo uno dei video realizzati dall’Anpi nazionale per chiedere al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte giustizia per il giovane ricercatore friulano: «Siamo anziani ma ancora combattenti!», conclude Fiorello.

Chi è Fiorello Fabbri- Fiorello Fabbri dopo l’8 settembre del 1943 si unì alla brigata “Buricchi”, che operava anche a Javello, nel distaccamento “Lemmo Vannini” ed era attivo nei Gap che operavano in città. Dopo la guerra ha lavorato come funzionario al Comune di Prato e con il sindaco Landini s’impegnò per ridare vigore all’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, di cui Fabbri è stato segretario fino al 2004. Nel 1974, poi, con il cognato diede vita alla ditta specializzata in prodotti di qualità “Sergio” ed ancora, dopo molti anni dalla pensione, segue l’attività con passione.

Nella foto da sinistra il vice sindaco Giuseppe Forastiero, Fabrizio Fabbri, Fiorello Fabbri e il sindaco Simone Calamai.

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