Paolo Rossi, la commemorazione in cattedrale con le ceneri del campione in un’urna a forma di Coppa del Mondo FOTO e VIDEO

«Carissimi amici qui presenti, in circostanze come questa sentiamo la nostra piccolezza e la nostra impotenza di fronte al mistero del nostro vivere. Vorremmo dire tutto ma sentiamo la pochezza delle nostre parole e dei nostri segni. Possiamo solo impegnarci nel ricordo e allora ripetiamo quelle belle frasi che sentiamo spesso: “Paolo resterai sempre nei nostri cuori”. È vero il ricordo rende tangibile quello che non è più e Ungaretti in una poesia descrive bene: “Ma nel cuore nessuna croce manca”». Lo ha detto il vescovo Giovanni Nerbini nel corso della commemorazione esequiale in ricordo di Paolo Rossi celebrata questo pomeriggio in Cattedrale.

«Ma mi chiedo e vi chiedo: non è un po’ troppo poco che una realtà così unica e preziosa, come la vita di una persona, sia relegata solo nel ricordo? Perché noi abbiamo pensieri, desideri e sogni infiniti per i progetti ordinari e di fronte alla morte diventiamo minimalisti e ci accontentiamo di ricordare? Perché il nostro sguardo è corto» ha proseguito il Vescovo, aggiungendo che «Le nostre azioni passeranno, le imprese di Paolo rimarranno registrate in una cineteca, come immagini e suoni. La sua persona no, resta viva in Dio. Quella vita che tanti anni fa si è accesa in un momento sconosciuto dal nulla è destinata a non avere fine, è destinata all’eternità. Questo è lo sguardo che la fede aggiunge alla poca profondità della nostra vista: ci consente di cogliere l’invisibile già presente in noi e per esso vivere. Diciamo pure: “resterai sempre nei nostri cuori” ma aggiungiamo “Sarai sempre vivo in quel Dio che ti ha creato e redento”».

Una cerimonia semplice e composta, voluta proprio dalla famiglia di Paolo Rossi, in particolare dalla moglie per ricordare il campione scomparso lo scorso 9 dicembre a 64 anni per una grave malattia. In Cattedrale sono state portate le ceneri di Pablito racchiuse all’interno di un’urna a forma di Coppa del Mondo per un momento di preghiera e l’omaggio simbolico di tutta Prato.

Presenti in Duomo – nel rispetto delle normative anticontagio – i familiari di Paolo Rossi, con il fratello Rossano, la moglie Federica e i figli; i rappresentanti delle istituzioni; amici ed ex compagni di Paolo Rossi, tra i quali Giovanni Galli e Giancarlo Antognoni; cittadini e tifosi. Tante le persone presenti anche in piazza Duomo. La commemorazione è stata trasmessa in diretta televisiva su Tv Prato.

Nell’omelia il vescovo Nerbini ha poi voluto ricordare anche il rapporto di Paolo Rossi con la fede, così come descritto dallo stesso campione in una recente intervista. E infine «I trofei, le medaglie, i ricordi passano. Noi restiamo in Dio – ha concluso mons. Nerbini – . Questa fede, la fede di Paolo, è la nostra grande risorsa e speranza. E allora, ciao campione. Arrivederci».

Le parole del sindaco Matteo Biffoni

«Voglio rivolgere un ringraziamento da parte di una comunità intera ad Alessandro, Sofia Elena, Maria Vittoria, Rossano e Federica per aver concesso il saluto di una città a un proprio figlio». Così il sindaco Matteo Biffoni si è rivolto ai familiari di Paolo Rossi al termine della commemorazione in Duomo per il grande campione pratese. «Perdere un padre, un fratello un compagno di vita è un dolore grande, ci vuole tempo. E per questo li ringrazio, perché pur essendo un momento molto difficile per Prato era necessario salutare Paolo in modo diretto. Perché questa città brontolona e capace di grandi polemiche ha espresso da subito la necessità di esprimere il proprio dolore e il proprio grande affetto per questa perdita improvvisa – ha sottolineato Biffoni -. Quello che ho sentito sin da subito, che si vede anche in queste ore in Cattedrale e in piazza Duomo, è l’amore di una città che alla notizia della morte di Paolo si è sentita tramortita, una città che si è sentita più sola, coinvolta dalla perdita di un figlio che questa città sentiva suo anche se la sua vita l’aveva portato altrove».

«È straordinario. Paolo era diventato patrimonio nazionale, ma figlio di questa città – ha proseguito il sindaco -. Mi ha sempre colpito la sua capacità di essere per tutti Paolo, l’amico di tutti. La sua educazione e garbo erano indimenticabili, un patrimonio che aveva pienamente suo e deve essere punto di riferimento per tutti. Era educato, gentile. Forse per questo la città ha sentito la necessità quasi fisica di dimostrare il proprio legame con Paolo con un affetto unico. E questo affetto è tutto merito della sua capacità di essere sempre Paolo, anche dopo aver conquistato vette altissime nello sport, con traguardi e successi unici. È bello sapere che ci sono campioni che sono persone meravigliose. Paolo era così e deve essere di ispirazione ed esempio per tutti».

Commosso il ricordo di Rossano Rossi, fratello di Pablito.

Le parole della moglie Federica Cappelletti al termine della commemorazione esequiale.

1 Commento

  1. Grazie mille per aver condiviso le fasi salienti della commemorazione di Paolo Rossi nel Duomo di Prato.
    Sarebbe possibile pubblicare il testo completo dell’omelia di S.E. Nerbini?
    Credo possa essere di conforto ammettere a noi stessi che Paolo Rossi vive in Dio, e che di Lassù continuerà a proteggere la sua famiglia e a sentirsi amico di tutti coloro che quaggiù gli hanno espresso simpatia, affetto, ammirazione.
    Saluti ed auguri di serenità per il Nuovo Anno

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