Qualità della vita, Prato perde una posizione ed è 28° in Italia nella classifica del Sole 24 Ore

palazzo pretorio

Prato perde una posizione e si colloca al 28° posto sulle 107 province italiane nella classifica sulla qualità della vita stilata dal Sole 24 Ore, che quest’anno vede il primato di Bologna, capace di scalare 13 posizioni e di conquistare la vetta della graduatoria. L’indagine del Sole 24 Ore ha preso in considerazione 90 indicatori, di cui sessanta aggiornati al 2020 e 25 tesi a misurare l’impatto del coronavirus su economia e società.
Sei le macro-aree (per ciascuna delle quali sono stati considerati 15 indicatori): affari e lavoro, ricchezza e consumi, ambiente e servizi, cultura e tempo libero, demografia e salute, giustizia e sicurezza.
Prato è seconda in Italia per affari e lavoro, a metà classifica (52°) per ricchezza e consumi, ambiente e servizi (49°), mentre è nella seconda parte della graduatoria per cultura e tempo libero (67°), demografia e salute (69°), giustizia e sicurezza (72°). Ecco il link alle classifiche, disponibili on line sul sito del Sole 24 Ore.

Affari e lavoro – In questa macro-area, Prato è seconda in Italia dopo Trieste. La nostra provincia primeggia a livello nazionale per nuove iscrizioni d’impresa (ma anche cessazioni) e aziende straniere, ed è terza per attività che fanno e-commerce. Bene il tasso di occupazione che ci vede 15° a livello nazionale.
Da questo punto di vista le imprese pratesi hanno reagito alle chiusure dei negozi fisici, con dinamismo: Prato (+29,69%) è la seconda provincia italiana dopo Lecco in cui sono aumentate maggiormente le imprese che fanno e-commerce tra le aziende di commercio al dettaglio.
Nella transizione al digitale ci sono però luci ed ombre: se per la banda larga (edifici coperti da infrastruttura Frrh), con il 63,57% siamo terzi in Italia dopo Genova e Trieste, Prato si colloca quintultima in Italia per startup innovative (sono soltanto 2 su mille società di capitali).
Tra gli indicatori negativi per questa macro-area ci sono le ore medie di cassa integrazione autorizzate per impresa, relative al periodo gennaio-settembre 2020, che vedono Prato al 61° posto (226.674 ore medie per imprese registrate dall’Inps). La nostra realtà è la ventesima su 107 province italiane a fare meno ricorso al reddito di cittadinanza, coon 7,68 assegni ogni 1.000 abitanti.

Ricchezza e consumi – Luci ed ombre nella macro-area Ricchezza e consumi: Prato, con 3381 euro, è seconda in Italia (dopo Monza-Brianza) per spesa delle famiglie in beni durevoli e quinta per nuovi mutui sottoscritti per l’acquisto di abitazioni nel primo semestre 2020.
Se sul fronte dei consumi, ci troviamo in testa alle classifiche, su quello dei risparmi, le famiglie pratesi non se la passano benissimo con 16.291 euro di euro pro-capite, la classifica dei depositi bancari ci vede piazzati al 66° posto su 107.
Alte anche le rate per finanziamenti in essere, con una rata media mensile di 383 euro, Prato è 100° in Italia.
C’è voglia di case di proprietà, come dicevamo prima, ma le case sono piccole, come mostra il dato sullo spazio abitativo medio: i metri quadri medi delle abitazioni in rapporto al numero dei familiari, vede Prato quintultima in Italia. Sempre sul fronte immobiliare, soltanto il 41,6% dei metri quadri in vendita è stato ceduto: un dato questo dell’assorbimento del mercato immobiliare, che vede Prato collocata al 95° posto.
Bene gli assegni sociali, tra i più alti in Italia con una media di di 488 euro mensili registrata nel 2019 (6° posto in Italia).

Demografia e società– In questa macro-area, Prato è 69° e ha perso ben 62 posizioni rispetto all’anno scorso. A trainarci verso il basso della classifica, è stata l’incidenza di casi Covid, con 34,7 casi ogni 1000 abitanti siamo l’88° peggiore provincia su 107. A far da contraltare, abbiamo uno dei migliori tassi standardizzati di mortalità generale (terzi in Italia) con 5,05 ogni 10.000 abitanti.
Malissimo (solo 10 province in Italia fanno peggio) per quanto riguarda il consumo di farmaci antidepressivi pro-capite. Non brilliamo neppure per quantità di personale sanitario in rapporto alla popolazione: Prato è 86° per dotazione di infermieri (274 ogni 100.000 abitanti), 62° per medici di famiglia (0.89 professionisti attivi ogni 1000 abitanti), e 56° per numero di pediatri (1,86 professionisti attivi ogni 1000 abitanti in età 0-14 anni). Mentre le cose vanno piuttosto bene per quanto riguarda tasso di natalità (43° in Italia) e indice di vecchiaia (21°). A Prato viviamo nella 101° realtà su 107 in Italia per densità abitativa (con ben 705 abitanti per chilometro quadrato).

Giustizia e sicurezza – Pur avendo recuperato rispetto allo scorso anno 20 posizioni, Prato resta 72° in classifica nella macro-area giustizia e sicurezza. L’indice di criminalità (con 5.076 denunce presentate ogni 100.000 abitanti) ci vede al 101° posto in Italia. Siamo tra i peggiori in Italia per furti in abitazione (395 denunce ogni 100.000 abitanti e 90° posto), furti in esercizi commerciali (87° con 153 denunce ogni 100.000 abitanti), furti in generale (93° con 2015 denunce ogni 100.000 abitanti). Male anche per quanto riguarda i reati di riciclaggio (61° con 2,3 denunce ogni 100.000 abitanti) ed estorsioni (73° posizione su 107).
A Prato si finisce spesso in Tribunale (l’indice di litigiosità ci vede 70° con 971 cause civili iscritte ogni 100.000 abitanti) e ci si resta in media 614 giorni: a tanto ammonta la durata media delle cause civili, un dato abbastanza positivo, che ci vale il 35° posto in Italia.
I feriti (o morti) in incidenti stradali a Prato non sono pochi: 5,9 ogni mille abitanti: in questo siamo al 68° posto a livello nazionale.

 

Ambiente e servizi – In questa macro-area, in cui Prato è a metà classifica, ci sono indicatori variegati. La nostra provincia è 69° alla voce ecosistema urbano (la valutazione di Legambiente-Ambiente Italia sulle performance ambientali nelle città capoluogo). Buono il 37° posto per spesa sociale degli enti locali, con 11,47 euro pro-capite; discreto il piazzamento al 42° posto per investimento in riqualificazioni energetiche degli immobili (69,9 euro per abitante). Negativi i dati sull’utilizzo di fondi europei 2014-2020 per l’Agenda digitale: 6,5 euro pro capite di spesa pubblica sul territori (incluse le risorse attratte) valgono l’84° posto; male anche l’attrazione di fondi europei 2014-2020 per l’ambiente e la prevenzione dei rischi (104° posto a fronte di 1,63 euro pro capite di spesa pubblica sul territorio, incluse le risorse attratte).
Positivi i dati sulle carte di identità elettroniche attivate: con il 34,9% degli abitanti provvisti di questo tipo di documento, i pratesi si collocano al 5° posto in Italia. Bene anche l’indice di trasformazione digitale, in base a 8 indicatori (fonte Forum Pa), che vede il Comune di Prato al 19° posto tra i comuni capoluogo di provincia italiani.

 

Cultura e tempo libero – In questa macro-area, Prato è 67° e sconta il basso numero di locali e strutture in rapporto alla popolazione (105° posizione per bar, 69° per ristoranti, 106° per librerie, 100° per biblioteche, 84° per piscine, 93° per palestre, 43° per cinema). Altri indicatori sono invece positivi: l’offerta culturale ci colloca al 15° posto in Italia (numero di spettacoli ogni mille abitanti), la partecipazione elettorale ci vede al 7° posto (quasi il 70% di affluenza alle urne). Siamo inoltre sesti in Italia per collegamenti Internet (almeno 100 Mbit/s – abbonamenti) con il 16% di accessi broadband sulla popolazione residente. Sul fronte sport, il tasso di sportività 2020 (che tiene conto di 4 indicatori che misurano l’impatto del Covid sullo sport) colloca Prato al 29° posto; mentre alla voce eventi sportivi (attratti e annullati) di rilievo internazionale, Prato è a metà classifica, 55° su 107 province italiane.

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