Toscana a Sinistra e Comitati bocciano le politiche ambientali del Comune di Prato

Un dossier, elaborato da Toscana a Sinistra con il contributo di sei movimenti e comitati cittadini (Fridays For Future di Prato, Forum Toscano per l’Acqua Pubblica, Atto Primo, Comitato InMezzoAllAutostrada, Comitato In Difesa della Salute/Prato sud e Comitato ambientale di Casale) boccia le politiche ambientali del Comune di Prato. L’elaborato è stato predisposto a un anno dalla dichiarazione di emergenza climatica e ambientale, approvata dal consigli comunale su mozione del Partito Democratico.
Toscana a Sinistra sollecita uno studio indipendente per la valutazione effettiva dei risultati raggiunti in termini di emissioni inquinanti e risparmio energetico, che comprenda le misurazioni predisposte con il Piano Regionale di Qualità dell’Aria dalla Regione Toscana su: regolamentazioni delle combustioni a biomasse, incentivi all’efficientamento energetico e alla mobilità elettrica, limitazioni alla circolazione dei mezzi diesel, un ampliamento delle piste ciclabili, delle aree alberate e del trasporto pubblico. Al tempo stesso si raccomanda che l’indagine interessi anche un bilancio degli interventi sul patrimonio arboreo, sulla base dell’ultimo D.L. del Ministero dell’ambiente per “Criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde”, in vigore da agosto 2020.
Altre misure concrete, immediatamente attuabili – secondo l’elaborato di Toscana a Sinistra e comitati – riguardano poi ad esempio: il blocco alla circolazione dei mezzi Euro4,  specialmente all’interno della ZTC;  il potenziamento della mobilità elettrica con la definizione di una mappatura consultabile dei punti di rifornimento dislocati in città, l’applicazione dei principi di precauzione e prevenzione su 5G e nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti presso Gi.Da; la realizzazione di un itinerario ciclabile in Via Roma (da Porta Santa Trinita fino all’incrocio con Via Traversa il Crocifisso a Fontanelle), che serva anche il Parco della Liberazione e della Pace; la ripiantumazione di almeno 500 alberi ad alto fusto e di un censimento degli alberi monumentali sul territorio pratese; la piena ribubblicizzazione del servizio idrico mediante un’agenzia speciale o consortile di diritto pubblico; incentivi sulla TARI per l’uso di articoli biodegradabili o riciclati e tariffazione puntuale.
“Il mancato aggiornamento di strumenti come i PAC, in seguito alla Dichiarazione di Emergenza Climatica – scrive Toscana a Sinistra – fa sembrare quest’ultima più un atto dovuto, sulla scia dell’entusiasmo delle mobilitazioni, con il rischio di aver piuttosto avallato un’operazione di ‘green-washing'”.
L’elaborato di Toscana a Sinistra si compone di sei contributi esterni, realizzati da movimenti e comitati, come: Fridays For Future di Prato, Forum Toscano per l’Acqua Pubblica, Atto Primo, Comitato InMezzoAllAutostrada, Comitato In Difesa della Salute/Prato sud e Comitato ambientale di Casale.
“L’intento – scrivono i promotori – è quello di coniugare l’approccio di movimenti d’opinione come ad esempio del gruppo FFF, che apre la rassegna di interventi – riprendendo la propria iniziativa di Dichiarazione d’Emergenza Climatica – con rivendicazioni inerenti a livello locale rispetto alla tutela di ambiente e salute.

 

Le diverse istanze sono state poi approfondite in focus tematici che hanno evidenziato le principali criticità legate alla saturazione elettromagnetica, all’abbattimento arboreo, alla mobilità sostenibile, al consumo di suolo, passando dall’ingolfamento della Piana con nuove ‘grandi opere’, fino alle emissioni inquinati. Fra questi emergono alcuni casi-studio, concentrati particolarmente nelle periferie, come le frazioni di Prato Sud rispetto all’inceneritore di Baciacavallo o all’ampliamento dell’A11; così come interventi urbanistici sulle ciclabili e sull’assetto di viale Montegrappa”.
“L’approccio autodidatta e aperto a confronti e nuovi interventi – scrivono gli autori dell’elaborato – serve anche alla valutazione sulla trasparenza della pubblica amministrazione, riscontrando in certi casi carenze e ritardi sugli aggiornamenti dei dati nei siti preposti all’informazione ufficiale – ad esempio sul censimento arboreo, sulle mappature epidemiologiche, sulla misurazione dell’impatto di CO2, sulla realizzazione di ciclabili nel breve periodo”.
Sebbene negli ultimi anni l’amministrazione di Prato abbia aggiornato il quadro di strumenti normativi, per l’adeguamento delle disposizioni agli standard europei con piani di azione comunale anche su mobilità ed energia sostenibile; larga parte di queste disposizioni -secondo Toscana a Sinistra – non sembrano affatto tradursi in pratiche strutturali per il soddisfacimento degli obiettivi indicati: “Rispetto ad una situazione di emergenza climatica ribadita nella DEC, il giudizio politico sull’operato del Comune di Prato è di scarsa incidenza degli interventi e di mancanza di coraggio nelle scelte amministrative, in una fase di pandemia con drastiche ricadute sulla salute delle persone, a cui si deve dare priorità strutturale, cercando di prevenire prossime emergenze invece che inseguirle”.

Questa collaborazione, portata avanti nel rispetto dell’autonomia di ogni soggetto partecipanti – scrivono i promotori del dossier – vuole essere l’inizio di un percorso per la valutazione di misure eco-sostenibili, con particolare attenzione al monitoraggio di quali progetti di sviluppo rientreranno nei programmi finanziati dal Recovery Fund del bilancio europeo, almeno all’apparenza improntato agli obiettivi di un Green New Deal. Anche per questo l’auspicio è di poter accompagnare il presente dossier e futuri monitoraggi all’organizzazione di un coordinamento attivo fra più realtà in forma di Osservatorio ambientale”.
Il dossier è consultabile in modo libero e gratuito online, inviando una mail di richiesta a sitoscanasinistra.prato@gmail.com  oppure cliccando sul link qui.

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