Brexit, Confindustria Toscana Nord lancia l’allarme: “Difficoltà consistenti per le aziende”

“L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea sta creando difficoltà consistenti alle imprese, anche nel territorio Lucca-Pistoia-Prato”. Lo afferma in una nota Confindustria Toscana Nord, ricordando che nel 2019 le esportazioni dell’area verso il Regno Unito sono state di 794 milioni di euro, il 9% dell’export totale dell’area, per il 95% legate al settore manifatturiero, e con un saldo positivo per 418 mln della bilancia commerciale, mentre nei primi 9 mesi del 2020, a causa del Covid, le vendite si sono quasi dimezzate (-46%).

“Il problema principale – sostiene l’associazione – è, ovviamente, il ripristino delle operazioni doganali, con la necessità per le imprese europee di disporre di un codice apposito riconosciuto dalle dogane britanniche; passare la dogana implica inoltre, inevitabilmente, pratiche amministrative e l’allungamento dei tempi sia per l’import che per l’export. Con il concretizzarsi della Brexit, infatti, dal 1 gennaio 2021 l’interscambio commerciale con il Regno Unito è soggetto alle regole in vigore nei confronti dei Paesi terzi, salvo alcune specifiche derivanti da accordi bilaterali con l’Unione Europea. Ancora maggiore la penalizzazione nei casi, non frequenti nel territorio Lucca-Pistoia-Prato ma comunque significativi, di lavorazioni di prodotti di imprese britanniche effettuate in Italia o viceversa, con ritorno poi nel paese di partenza”.

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