Inaugurazione ‘ali’ Santo Stefano, si infiamma la polemica politica. Il centrodestra: “Perché Asl e Regione hanno scoperto solo adesso questi spazi?”

Un mese e mezzo di lavori, due milioni di investimento sostenuti dal ministero e l’ospedale Santo Stefano si è ritrovato con 60 posti letto in più. Un’ottima notizia per il territorio pratese che dal 1° gennaio può contare su un ospedale ampliato grazie alle due nuove ‘ali’. Ma che fa sorgere anche una domanda: si doveva attendere una pandemia per scoprire che il Santo Stefano poteva essere ampliato con un progetto più rapido e meno costoso rispetto a quello della nuova palazzina?

La domanda se l’è posta anche l’ex assessore Aldo Milone, ora responsabile del dipartimento regionale sicurezza e immigrazione di Forza Italia, che adesso chiede spiegazioni alla politica e all’Asl.
“Come mai in pochi mesi l’Asl e la Regione scoprono che all’interno del S. Stefano si potevano ricavare altri 60 posti quando sono anni che la città si lamenta per la mancanza di posti letto? – si domanda Milone – Sono anni che si chiede l’ampliamento del nosocomio anche perché abbiamo assistito a scene di persone anziane su una barella nei corridoi del pronto soccorso ad aspettare per ore che si liberasse un posto nei vari reparti. Questi disagi hanno creato dei problemi non solo all’utenza ma anche a tutto il personale sanitario che ha lavorato e continua a svolgere il proprio lavoro tra mille difficoltà. Credo che ci siano evidenti responsabilità dei vertici dell’Asl e anche dei vertici della Regione i quali hanno sonnecchiato per tutto questo tempo in quanto questi spazi ci sono sempre stati all’interno del S. Stefano e sicuramente non hanno dovuto far ricorso agli archeologi degli scavi di Pompei per rinvenirli”.

Va naturalmente chiarito che si tratta di due progetti estremamente differenti, visto che la nuova palazzina da 18 milioni di euro, garantirà al territorio 112 posti letto, ospiterà il polo oncologico e consentirà di ampliare il parcheggio per i dipendenti. Ma è altrettanto vero che di questo ampliamento si parla da anni, che per la progettazione e la costruzione sono stati stimati in 40 mesi di tempo e che dopo il via libera a giugno da parte del Comune con il permesso a costruire, adesso si attendono le gare di progettazione per la parte idraulica e per il progetto esecutivo. Nel mezzo di tutto questo c’è stato l’assalto al pronto soccorso e le polemiche per la mancanza di posti letto. Viene da chiedersi, quindi, se una soluzione tampone come quella delle ‘ali’ non potesse essere percorsa già qualche anno fa.

“Quanto accaduto evidenzia che questa emergenza è riuscita ad accorciare i tempi della burocrazia e che la politica, purtroppo, solo di fronte all’urgenza è stata in grado di fare in breve tempo ciò che doveva essere fatto da anni – commenta il consigliere comunale della Lega, Marco Curcio – Tutto questo dimostra che se c’è la volontà le opere si possono fare in tempi celeri e ragionevoli. Da cittadino però mi domando perché la politica riesca a rispondere alle esigenze del territorio in maniera efficiente ed efficace solamente quando si trova di fronte a una emergenza”.

La questione ampliamento del Santo Stefano finirà anche sui banchi del consiglio comunale, tramite la presentazione di una interrogazione da parte di Tommaso Cocci di Fratelli d’Italia. “Chiederò al sindaco di ripercorrere tutta la vicenda – dice Cocci – E’ giusto che qualcuno dia spiegazioni del perché il centrosinistra abbia ‘nicchiato’ per anni sulla questione ampliamento dell’ospedale, lasciando i pratesi a dovere fare i conti con disagi e mancanza di posti letto”.

1 Commento

  1. ricordo a tutti… che l’allora Governatore Rossi.. appellò i Pratesi come dei “trogloditi”…quando fecero notare, al “Governatore”, che l’ospedale era sottostimato per la città di Prato….COVID O NON COVID..ma a quanto pare ai Pratesi piace essere “guidati” da questi politicanti…..

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