Iscrizioni alle superiori 2021-2022, oggi la scadenza. Sit in di Priorità alla scuola: “C’è tutto il tempo per evitare nuove classi-pollaio”

Basta alle classi pollaio, ma investimenti subito in edilizia e personale scolastico, in modo da poter programmare il prossimo anno scolastico con aule composte, al massimo di 20 alunni. Lo chiede in tutta Italia, il movimento Priorità alla scuola e lo chiedono anche a Prato un gruppo di docenti, studenti e ragazzi riunitisi oggi di fronte all’Ufficio scolastico provinciale. Luogo e data del presidio non sono casuali: oggi si chiudono le iscrizioni per l’anno scolastico 2021-2022. E d’ora in poi gli uffici scolastici provinciali e regionali, daranno inizio alle operazioni che porteranno alla determinazione del numero delle classi. L’attuale scenario – in base alla riforma Gelmini del 2008 – prevede un minimo di 27 ragazzi nelle prime e nelle terze superiori. Se non cambierà il quadro normativo, si confermerà la situazione attuale: nonostante le esigenze di distanziamento anti-Covid e tutte le difficoltà nell’apprendimento connesse al largo utilizzo della didattica a distanza, le classi prime potranno essere ancora composte da 30 o 31 ragazzi e si potrà assistere a nuovi accorpamenti nelle classi successive. Nelle scuole superiori di Prato – riferiscono i docenti – nell’anno scolastico in corso, tra classi prime non concesse e sezioni accorpate, si sono perse 20 classi rispetto a quelle presenti lo scorso anno.

Il tutto in uno scenario che vede Prato (in controtendenza con la situazione generale) alle prese con l’incremento della popolazione scolastica per effetto dell’aumento demografico e dell’attrattività dell’offerta formativa (sono circa 300 gli studenti residenti fuori provincia iscritti nelle scuole superiori pratesi).
“Dal numero delle classi dipendono gli organici, quindi le assunzioni dei docenti – fanno notare gli insegnanti di Priorità alla scuola – L’estate scorsa abbiamo manifestato sull’onda dell’imposto (a parole) distanziamento anti CoVid – purtroppo senza successo.
Adesso è arrivato il momento buono per tornare a farci sentire con la speranza di sortire questa volta un effetto concreto”.

Le richieste ricalcano quelle già avanzate nei mesi scorsi, fin da aprile 2020: spazi più ampi e vivibili per classi meno numerose, organico adeguato (docenti a ATA), assunzione dei precari.
“La nostra lotta per una scuola migliore – pubblica, laica, inclusiva e salutare – continua e vuole continuare a scuole aperte” affermano gli insegnanti che auspicano anche un esame di maturità in presenza, oltre che per l’orale, “almeno per uno scritto” e con commissioni per metà interne e per metà esterne.
Tra le richieste del movimento Priorità alla scuola ci sono il potenziamento del trasporto locale dedicato al flusso scolastico; screening costanti in tutte le scuole superiori; accesso rapido ai tamponi per tutta la popolazione scolastica e un tracciamento efficace all’interno delle scuole; che il personale scolastico ad alto rischio sia inserito come prioritario nella fase 1 dell’agenda vaccinale.

Alla voce investimenti si chiede che i soldi del Recovery Fund, come quelli della legge di Bilancio, vengano investiti nel campo dell’edilizia scolastica (di restauro e nuova) per una riduzione significativa del numero di alunni per classe e per il conseguente ampliamento dell’organico docenti e ATA, con una tempestiva stabilizzazione dei precari.

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