La Cgil invita a progettare il distretto del futuro per intercettare i finanziamenti UE: aggregazione e lotta allo sfruttamento le parole chiave

Il distretto pratese deve cambiare radicalmente e velocemente. E’ quello che pensa la Cgil di Prato, che ha stilato un documento per descrivere il distretto che vorrebbe e per
ripensare il sistema economico della città. Secondo il sindacato aggregazione, produzione green di alta qualità e innovazione devono essere le caratteristiche della produttività del
distretto pratese del domani. Ma per pensare ad un futuro di lavoro è necessario che imprenditori, artigiani e associazioni di categoria trovino l’intesa per stilare un progetto condiviso in grado di essere finanziato dall’Unione Europea con il Next generation. I tempi stringono e bisogna fare in fretta.

La parte etica non deve però essere trascurata. Per questo la Cgil propone di affrontare seriamente le questioni dell’illegalità economica e dello sfruttamento con controlli mirati
in grado di far emergere evasione fiscale e tutelare le vittime di sfruttamento, a maggior ragione quelle che denunciano. Da tempo il sindacato chiede interventi specifici nelle tintorie.

D’altronde che il Covid abbia acuito una situazione già difficile lo dicono i numeri: secondo la Cgil nei primi nove mesi del 2020 si sono persi quasi 1500 posti di lavoro, i salari hanno subito riduzioni tra il 25 e il 35% e la richiesta di reddito di cittadinanza rispetto al 2019 è aumentata del 12%. Anche l’amministrazione può fare la sua parte secondo il sindacato ad esempio tramite la revisione dell’addizionale Irpef con incremento della fascia di esenzione e una rimodulazione delle aliquote, riducendo la parte variabile della Tari per le utenze domestiche o con la proroga del blocco sfratti.

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