La villa del Mulinaccio si scopre con il tour virtuale grazie alla donazione di un’azienda di Vaiano FOTO

Un vero e proprio tuffo nell’eleganza degli interni e dei giardini della Villa al Mulinaccio di Vaiano. Un’esperienza immersiva, resa possibile dal virtual tour realizzato dall’azienda Emme4 di Marco Cavaciocchi, che ha voluto donarlo al Comune di Vaiano “perché è un bene prezioso che appartiene a tutti. Il mio è un dono al Comune – spiega Cavaciocchi – ma soprattutto alla comunità di Vaiano e a quanti potranno visitare questi meravigliosi luoghi anche senza andarci di persona”.

“Viviamo giorni in cui spostarsi non è più così scontato, strumenti come questo ci permettono di continuare a vivere i luoghi che amiamo, ma hanno anche un preciso obiettivo culturale e turistico – sottolineano Marco Marchi e Fabiana Fioravanti, assessori rispettivamente all’Innovazione e alla Cultura – E poi esplorare la villa con questo strumento permette di apprezzarla in tutta la sua bellezza e di scoprire particolari inediti, come quelli catturati dal drone”.

Il tour si avvale di una quarantina di foto panoramiche degli ambienti e del parco completati da menù utilizzabili con varie modalità, che permettono di spostarsi da un ambiente all’altro simulando una visita reale. Oltre alle panoramiche dal drone si possono visitare le cantine e la legnaia, le sale al piano nobile e il cucinone, il Ninfeo, il boschetto e il giardino antistante la villa con la fontana. Lo strumento, che sarà accessibile da domani, giovedì 21 gennaio, sul sito del Comune di Vaiano, è implementabile con testi informativi e ulteriori immagini e video. Le immagini sono state caricate anche su Google street wiew e sono quindi accessibili anche da Google Maps. Cavaciocchi e la sua azienda stanno lavorando a un tour simile anche per il Museo della Badia di Vaiano – Casa di Agnolo Firenzuola, che dovrebbe essere pronto a febbraio.

Il Mulinaccio costituisce un’emergenza architettonica di grande valore a cui i vaianesi sono profondamente legati. Il Comune di Vaiano l’aveva acquistata nel 2003 per circa 2 milioni e 700 mila euro con il contributo della Provincia che aveva messo a disposizione il 30% della spesa. La villa, oltre che dal pregio architettonico, è caratterizzata dal Parco degli alberi rari e delle essenze, creato da Giuseppe Vai, membro dell’Accademia dei Georgofili, a partire dal 1845.

Il nucleo originario del Mulinaccio fu edificato tra la fine del Quattrocento e i primi del Cinquecento da Cosimo Sassetti (filomediceo, conte palatino di Leone X de’ Medici) su una precedente “casa da signore”. Il nome deriva alla località da un antico mulino, non più esistente. Passata agli Strozzi nel 1609, venne venduta nel 1661 ai Vai di Prato che ne fecero il centro di una vasta tenuta (con ben 36 poderi nelle parrocchie di Caiano, Casi, Popigliano, Schignano e Cerreto). I Vai ne conservarono la proprietà fino all’estinzione della famiglia, nel 1941, quando la villa passò ai Franchi, e più tardi ai Bruschi da cui il Comune l’ha acquisita.

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