Caos vaccini, la rabbia di Confcommercio: “Ancora una volta le istituzioni si fanno trovare impreparate nella gestione dell’emergenza”

“Caos vaccini inaccettabile. È impensabile che in Toscana un’alta percentuale di cittadini appartenenti alle fasce più deboli non abbiano ancora ottenuto la prima dose.
Sono mesi che ci viene detto solo attraverso la diffusione del vaccino possiamo uscire dall’emergenza, non è consentito agire senza un piano efficace e rallentare i benefici.”

Sono decisi i toni di Confcommercio che commenta la situazione del piano di vaccinazioni in Regione che, ad oggi, vede ancora scoperti individui facenti parti delle fasce più deboli. “Sembra incredibile che dopo un anno il sistema sanitario regionale sia ancora così allo sbando: lo testimonia il totale caos che porta la Toscana a passare in zona rossa da lunedì, dopo settimane di micro zone rosse provinciali che, evidentemente, a poco sono servite” accusa l’associazione di categoria.

“Sono ancora gravi i problemi di inaccessibilità al portale dell’Asl al momento dell’apertura delle prenotazioni per gli ultrafragili, nonchè la mancata definizione di un piano vaccinale orientato ad evitare una crescita della pressione sui ricoveri e sulle terapie intensive, con le conseguenze che ormai conosciamo bene” aggiunge Confcommercio. “Le imprese della provincia sono ormai chiuse da settimane e andiamo incontro a un ulteriore periodo di restrizioni. Il terziario è al collasso, il rischio della perdita dei posti di lavoro è sempre più elevato, accompagnato da quello della chiusura delle attività”.

Secondo l’associazione di categoria “stiamo perdendo parte del patrimonio più prezioso del territorio eppure, ancora una volta, le istituzioni di competenza, si fanno trovare impreparate di fronte alla gestione di un’emergenza che, dopo 12 mesi, non può più essere definita come tale”. “La crisi sanitaria, economica e sociale deve essere fronteggiata al più presto e in modo competente – conclude Confcommercio -. Per questo noi, insieme alle nostre attività associate, siamo convinti che l’unica strada sia quella di sostenere il percorso di vaccinazioni in modo da fermare il diffondersi del virus e delle sue devastanti conseguenze”.

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