L’ex Lanificio Affortunati acquisito da Giovanni e Matteo Santi: ospiterà il nuovo hub di Beste. All’interno uffici, showroom e uno spazio eventi FOTO

Gli spazi di via Bologna 243, attivi dal 1946 al 1989, ospiteranno dipartimenti tecnici Beste, uffici, showroom, un bar per uso interno e un’area di 450 mq dedicata agli eventi con opportunità anche per il pubblico pratese. Un progetto di espansione che dalla sede di Cantagallo scende in pianura, investendo ancora una volta sul territorio e sulle risorse locali. L’area totale di 3.300 mq suddivisa su due piani sarà ristrutturata con un intervento conservativo, mantenendo il più possibile l’identità di edificio industriale del secondo Dopoguerra, nel rispetto delle attuali normative in termini di sicurezza e risparmio energetico.

La direzione creativa del designer Luca Chiti darà valore a un Atelier Sartoriale per incrementare le capacità artigianali della divisione abbigliamento, rafforzando anche le potenzialità del team di modellisti e dell’ufficio tecnico. A cui saranno affiancati l’archivio storico dei capi Beste e uno showroom riservato a Monobi: il brand lanciato sul mercato nel 2014, progettato e confezionato interamente nell’headquarter produttivo di via Primo Levi 6.

«In un momento non facile per l’economia e per il settore tessile, Beste continua a investire» spiega il proprietario Giovanni Santi. «La scelta dell’ex Lanificio Affortunati vuole dare continuità a un centro industriale con spazi in cui si respira ancora l’arte manifatturiera di Prato, con un’architettura che sarà tutelata e resa funzionale per attività condivise anche con la città di Prato. Crescere significa cercare nuove opportunità, ma soprattutto offrirle con la ricerca di nuova forza lavoro. Senza considerare che la nuova sede di via Bologna, per molti dipendenti, rappresenterà un netto miglioramento dei tempi di percorrenza casa-lavoro, rendendo più sostenibile il loro stile di vita con un impatto ridotto anche sull’ambiente, tema a cui Beste è e sarà sempre molto sensibile».

 

3 Commenti

  1. Se tutti quelli che dal tessile hanno tanto avuto ,guardassero al futuro come fanno alla Beste, a Prato rifiorerebbe un nuovo Rinascimento

  2. Congratulations
    alla nuova proprietà suggerisco per proiettare davvero il proprio lavoro inteso come bene comune .. penso al futuro che arriva veloce.. di lasciare uno spazio da adibire a l’arte alla creatività a dare alla città che custodisce nel suo dna memoria di cultura la più ampia una possibilità nuova moderna Uno spazio libero dai colori delle bandiere e con le solite sigle e slogan ma tutto visto e pensato come é da sempre il lavoro a Prato creativo unico passionale condiviso fatto di relazioni umane durature nel tempo e potrei continuare senza dimenticare il fattore internazionale scambi di relazioni quindi emozioni continue una crescita una semina ed un sicuro raccolto

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