Nuovo Dpcm: ecco le disposizioni valide fino al 6 aprile

piazza del comune

Dal 6 marzo al 6 aprile, Pasqua compresa. E’ di un mese la validità dell’ultimo Dpcm del Governo – il primo a firma del neo presidente del consiglio Mario Draghi – che contiene le direttive per il contenimento dell’epidemia.
Resta l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, così come resta in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5. Sarà
ancora vietato spostarsi tra regioni. In zona arancione o rossa non si potrà uscire dal proprio comune di residenza. Il sistema delle fasce di colore non cambia, ma le disposizioni su un eventuale passaggio in fascia diversa saranno operative a
partire dal lunedì successivo. In zona rossa sono vietate le visite a parenti e amici. Si può andare nelle seconde case se si trovano in zona gialla e arancione, ma solo col nucleo convivente e se si è affittuari o proprietari da prima del 14 gennaio 2021.
Bar e ristoranti restano aperti fino alle 18 in fascia gialla.  Dalle 18 alle 22 consentito sempre l’asporto per le attività di
ristorazione.  La novità riguarda l’asporto fino alle 22 dalle enoteche o esercizi di commercio al dettaglio di bevande.
I negozi restano chiusi in zona rossa, ad eccezione di quelli che vendono beni di prima necessità, resta valida la chiusura
nei week end, festivi e prefestivi dei centri commerciali. In zona rossa chiusi parrucchieri e centri estetici. Confermata
ancora una volta la serrata per palestre, piscine e impianti sciistici.
I musei saranno aperti in zona gialla dal lunedì al venerdì, dal 27 marzo potranno farlo anche nel week end, se l’andamento
dell’epidemia lo consentirà. Dalla stessa data si apre uno spiraglio per teatri e cinema che – sempre in fascia gialla –
potranno riaprire rispettando stringenti norme di sicurezza.
Novità per le scuole, che saranno chiuse in zona rossa. Per le zone in fascia gialla o arancione le decisioni sulle eventuali
chiusure vengono demandate a sindaci o governatori in base all’andamento dell’epidemia. La chiusura si potrà disporre – ad esempio – nelle zone in cui si superino i 250 casi ogni centomila abitanti nell’arco di una settimana.

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