Un ponteggio per “ingabbiare” la cisterna pericolante all’ex fabbrica Lucchesi: è la soluzione che potrebbe consentire la riapertura di via Carradori FOTO

Una “gabbia” costituita da un ponteggio in tubi e giunti, che avvolga la cisterna dell’ex fabbrica Lucchesi e la renda strutturalmente più resistente, impedendo in caso di distacchi e cedimenti, il crollo del gigantesco manufatto nelle aree circostanti, in prossimità delle mura storiche. È la soluzione prospettata dalla proprietà al Comune di Prato per la messa in sicurezza provvisoria del serbatoio in cemento armato, alto circa 15 metri, i cui paventati problemi di staticità hanno portato lo scorso 3 febbraio alla chiusura di via Cavour per chi giunge da via Carradori.
Un provvedimento, assunto per tutelare l’incolumità di pedoni e automobilisti, che ha provocato diversi problemi di traffico in quest’ultimo mese.
Dopo alcuni sopralluoghi, agli uffici comunali è stato presentato nei giorni scorsi il piano e il nome della ditta che dovrà eseguire i lavori, la Nigro & C. Costruzioni, che dovrebbe intervenire per la realizzazione del ponteggio già nei prossimi giorni (sotto una presentazione grafica del progetto). Nelle prossime ore è attesa la presentazione all’amministrazione comunale del cronoprogramma dei lavori, che dovrebbero concludersi entro una ventina di giorni.


L’ordinanza vigente, notificata alla proprietà lo scorso 5 febbraio, dava 30 giorni per la messa in sicurezza della cisterna; un termine che potrebbe essere prorogato, vista la complessità dell’operazione. Domani scadrà anche un’altra ordinanza comunale: quella legata al traffico, che disciplina la viabilità alternativa. Il provvedimento sarà rinnovato per la durata necessaria al completamento dei lavori.
La soluzione di consolidare la cisterna (nella foto in alto, una veduta dal Convitto Cicognini) incapsulandola in una struttura tubolare a ponteggio, ancorata a terra tramite dei contrafforti di sostegno, è finalizzata anche a poter eseguire in sicurezza i rilievi e i carotaggi per verificare la tenuta di ferro e cemento e per studiare i costi e la fattibilità di un eventuale progetto definitivo di messa in sicurezza della cisterna, che si prospetta laborioso ed oneroso, al pari di un eventuale abbattimento.
Nel piano operativo del Comune di Prato è previsto che l’immobile ex Lucchesi, a ridosso del futuro parco centrale, sia acquisito dal Comune tramite lo strumento della perequazione, in cambio della cessione ai privati di un’altra area edificabile, a destinazione produttiva.
Il piano operativo prevede anche che l’immobile ex Lucchesi, prima della cessione al Comune, sia soggetto a manutenzione straordinaria con il mantenimento della cisterna o la sua sostituzione con un’opera d’arte che abbia equivalente valore simbolico e altezza.
Le condizioni economiche dell’operazione di perequazione e la valutazione delle aree non sono però ritenute congrue dall’attuale proprietà, che adesso dovrà farsi carico anche dell’intervento di messa in sicurezza provvisoria della cisterna.

D.Z.

1 Commento

  1. Ma per ingabbiarla così dovranno abbattere alcune strutture interne? Nel qual caso la sovrintendenza che dice?

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